Impronte: Dov'è il problema?

SAN JOSE (Costa Rica) - Vedo che c'e' un gran fermento per la storia delle impronte. Il discorso iniziato con la catalogazione dei bambini Rom, sembra essersi esteso a tutta la popolazione. I politici, non tutti per fortuna, gridano allo scandalo, la gente teme di essere schedata, insomma ne viene fuori un'immagine da Stato poliziesco.
 
Certo, sarebbe meglio non dover ricorrere a questi sistemi, ma se ci siamo arrivati è proprio perchè continuando a raccontarsi le bugie ed a pensare di vivere sopra una nuovola, ci siamo dimenticati di quello che succede quotidianamente. Io sono rientrato in Costa Rica da una ventina di giorni, dopo essere stato un mese in Italia e ancora ho nelle orecchie le lamentele ed i pianti della gente, per i furti, per gli assalti, per l'insicurezza, per il permissivismo.
 
Dal barbiere, dall'ortolano, in autobus non ho sentito altro che lamentele. Ho notato che la gente, di ogni strato sociale, a parole farebbe fuori tutti i delinquenti, qualcuno vorrebbe la pena di morte e non mi si dica che non è vero, poi però, le stesse persone, gridano allo scandalo se lo Stato prende posizioni dure. Che dire di ciò. Io vivo in un Paese famoso per i diritti umani, persino l'ex segretario generale delle Nazioni Unite, a suo tempo venne a visitare il Costa Rica, simbolo, per lui, dei diritti umani.
 
Ebbene, in Costa Rica, le impronte le prendono eccome. Basta che uno chieda il suo documento di riconoscimento, la patente, il passaporto, prima dovrà mettere i suoi diti indice nell'apposita macchinetta. Dov'è il problema? Io non mi sento e non mi sono sentito schedato e se dovrò farlo anche in Italia, lo farò anche volentieri, se questo potrà servire a mettere a posto qualcosa. Ed è questo il punto: riusciranno i nostri prodi a mettere a posto qualcosa?
 
Qua le impronte sono servite a ben poco, perchè la delinquenza cresce di pari passo con il carovita e, a proposito, è di ieri l'aumento del costo del dollaro, passato in venticinque giorni da 520 a 551 colones. Ovvero trenta centesimi di colones in più per acquistare un dollaro. Il bello è che un paio di mesi addietro il governo e la Banca Centrale avevano decisio, dissero per evitare speculazioni, di abbassare il costo della moneta verde, tanto che la portarono fino a 490 colones.
 
Oggi siamo a sessanta colones in più, ma nessuno mai capirà cosa è successo. Tuttalpiù, ci diranno che è colpa del petrolio con il quale, ormai, si giustificano gli aumenti più barbari. Personalmente, potendo dare un consiglio ai miei connazionali, mi preoccuperei più di questo problema, invece che pensare alle impronte.


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