Cecchi: «Caro Cardini, questo appello d’intellettuali mancava ancora alla mia cultura in divenire».

Prato, 20 giugno 2009 - Non vorrei essere frainteso, con questa mia lettera aperta indirizzata al mio vecchio amico Franco Cardini, firmatario di un appello degli intellettuali – addirittura cento – a favore della politica della cultura di Carlesi e Gestri. Non vorrei essere frainteso, né dai lettori né da Franco: io non discuto della sua scelta politica, lui e gli altri sono ovviamente liberi per votare per chi vogliono, ci mancherebbe altro. Il mio dubbio è sulla cultura. Non quella dei firmatari, per carità, ognuno ha la sua, o spesso è convinto di averla, ma di quella dei due candidati innalzati al ruolo di difensori della cultura stessa, vecchi pensatori e futuri plasmatori di cultura pratese.

Ecco, questo sì che mi meraviglia, e devo dire mi inquieta anche un poco. Mi inquieta il fatto che un altro caro amico, che ho visto crescere e diventare importante nel mondo della narrativa, come Sandro Veronesi, dica: "Ho firmato perché credo fermamente nell’impegno dimostrato da Gestri e Carlesi nei confronti della cultura…Il loro passato e la loro storia parlano una lingua per me molto rassicurante: ho grande fiducia in loro… Viceversa sono veramente preoccupato di quello che potrebbe accadere se Carlesi e Gestri non dovessero vincere il ballottaggio".

Ebbene, io non sono affatto preoccupato se i due dovessero vincere, conscio che la città, sopravvissuta ad alcuni sindaci davvero disastrosi, sopravviverà anche a loro, nonostante tutto: figuriamoci, è sopravvissuta al sacco degli spagnoli! Mi piacerebbe invece sapere una cosa: qual è "la lingua rassicurante che parlano il passato e la storia dei due"? Un linguaggio sconosciuto, per esempio, a noi poveri analfabeti, che è capace di far andare in visibilio fior fiore di intellettuali capaci evidentemente di sentir spuntare l’erba della cultura che nessun altro sente.

Come accade a un altro mio caro amico, l’architetto Francesco Guerrieri. Francesco, ti sei mai domandato com’è che in questa fucina d’idee e di cultura come la Prato dei Carlesi, siano quarant’anni che si mette mano a Palazzo Pretorio – quasi inesistente pinacoteca pratese – senza concludere poi nulla? Franco, ti sei mai domandato perché il Metastasio, Teatro di produzione regionale, sia infinitamente meno propositivo e creativo della "Baracchina" gestita da una amica di sinistra, alla quale fino a oggi la sinistra ha messo tutti i possibili bastoni fra le ruote, pur di boicottarla?

E Marcello Bartoli, - con il quale abbiamo "fatto crescere" un "Teatro Studio" per giovani - si chiede mai come mai decenni di amministrazioni abbiano annullato le cose fatte, per non far niente? Marcello, guarda che io so bene che il "Teatro Studio" nacque per l’impegno di uomini di sinistra come Giorgio Vestri, Bruno Dabizzi, Bruno Niccoli, Paolo Querci,e così via, ma so anche che morti loro, fatta poi eccezione per un sindaco forte e illuminato come Lohengrin Landini, ed Eliana Monarca tutto si è dissolto. E nessun altro di questa colta sinistra che affascina i nostri intellettuali ha pensato alla cultura. Anzi: ha sacrificato personaggi colti come Giuseppe Vannucchi, costringendolo ad abbandonare il suo assessorato.

Ad alcuni degli altri firmatari non ho niente da dire: li capisco, hanno bisogno che vincano Carlesi e Gestri, altrimenti devono trovarsi un posto. O rischiano di perdersi nel dimenticatoio della politica.

Caro Franco, essendo io più vecchio di te di ben cinque giorni, avendoti conosciuto ragazzo, allievo come me dell’ottimo professor Alieto Pieri, che prima di morire ci aveva eletto – bontà sua - fra i suoi allievi migliori, e volendoti il bene che ti voglio come a una sorta di fratello gemello, mi chiedo davvero cosa tu possa sperare nel domani culturale di un uomo che assieme alla giunta della quale ha fatto parte, ha contribuito a cancellare la cultura tradizionale della città, a lasciar deteriorare le sue strutture storiche, a far sì che la sua vivibilità sia passata dai primi posti nazionali, alla fine della graduatoria, e ha permesso, assieme a tutti gli altri della giunta che le partecipate diventassero padrone del Comune e della città, senza spendere mai, dico mai, un solo centesimo per la cultura. Per salvare cioè, gli ultimi barlumi di storia, di tradizioni e di ricordi che avevamo. L’ultima perdita è quella dell’archivio di Malaparte che a dire il vero l’assessore Mazzoni ha difeso fino in fondo, ma che poi, senza alcun appoggio vero, ha dovuto arrendersi.

Per cui, ti chiedo: vota pure Carlesi, se voti a Prato, ma votalo perché è una brava persona o perché ti sta simpatico, o perché è cattolico come te, ma no perché sia in grado di garantire le cose che recita il vostro "manifesto". Non perché ha una storia di politica costruttiva alle spalle. E Gestri ancor meno di lui, perché vedi, Gestri non ha proprio storia, e se l’ha è micropolitica da raccogliere in un bignamino d’un bignamino.

Stupefacente quest’appello. Stupefacenti i firmatari. Stupefacente come "transit gloria mundi". Ma anche qui, Franco, aveva ragione il nostro professor Pieri quando ci diceva "gherasco daei pollà didascomenos": invecchio pur seguitando a imparare tante cose. Ecco: questo appello d’intellettuali mancava ancora alla mia cultura in divenire.



Commenti


Mario Rellini

Bravo Umberto. Mario Rellini.
Inserito il 22/06/2009

Andrea Fanfani

Sono curioso... ”Ad alcuni degli altri firmatari non ho niente da dire: li capisco, hanno bisogno che vincano Carlesi e Gestri, altrimenti devono trovarsi un posto”. Mi sorge spontanea la domanda, chi sarebbero questi intellettuali? Questi ”parassiti” che altro non hanno se non un posto per il loro credo politico? Almeno un nome, anzi due, perché non si può mica sparare nel gruppo così...
Inserito il 22/06/2009

Adriano Tilli

Un bel parlare mellifluo, insinuante, ma,andando al sodo, tradotto in dipietrese sarebbe: ”non votate i due del centrosinistra perché di cultura teatrale non sanno niente e finora i loro compari hanno fatto poco o nulla”.... mentre da Cenni e company cosa dovremmo aspettarci?
Inserito il 22/06/2009

Alberto Franchi

Di Carlesi e compagni conosciamo già le capacità e sappiamo cosa ci si può aspettare. Da Cenni e company ci aspettiamo qualcosa di meglio. Fare peggio di quello che è stato fatto sarà impossibile ...
Inserito il 22/06/2009

Roberto Sanesi

Fino ad ora non è stato fatto proprio niente. Quindi chiunque può tentare di far meglio.
Inserito il 22/06/2009

Andrea Fanfani

Peccato! Penso che colui il quale scaglia la prima pietra non debba mai ritirare la mano. Chiedo una risposta, un cenno di cortesia da parte del Dott. Cecchi, per capire chi fossero quei firmatari, cito testuali parole, che ”altrimenti devono trovarsi un posto”. Ora con la vittoria di Cenni il presente è già futuro. Forza Dott. Cecchi, non mi deluda (e anche voi PratoBlog, non censuratemi...)!
Inserito il 23/06/2009

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