Prato, 4 giugno 2009 - «Sono vari anni che conduco un lavoro strenuo di dialogo con la società civile, con i comitati, e con le stesse istituzioni. Votarmi significa credere che un centro trasversale oggi possa essere il perno del dialogo fra Provincia, Comuni, istituzioni e cittadini, e collaborare come parte attiva alla rinascita dalla crisi socio-economica. Il programma che abbiamo elaborato come Unione di Centro per la Provincia tiene conto di molte istanze delle categorie e dei cittadini.
Solo una politica di Centro, non di destra, non di sinistra è garanzia di un alto profilo a servizio del Bene Comune. Essermi candidato in solitaria ha significato l'assunzione di un rischio per il bene di tutti. Oggi la Provincia può essere risolutrice della crisi pratese a patto che esca dalla sudditanza del Comune di Prato. Il voto dato alla Provincia all¹Unione di Centro non è gettato via, perché vige un sistema elettorale a doppio turno. Alla Provincia ogni voto dato in alternativa a Cristina Attucci è un voto di rinnovamento e ogni voto dato in alternativa al centrosinistra è un voto di cambiamento.
L'Udc, al Comune, sostiene Cenni nella stessa identica maniera in cui lo fa la PdL e quindi chi vota Cenni, può tranquillamente e con la stessa volontà di cambiamento votare Udc alla Provincia. Ma dirò di più: chi sostiene Carlesi al Comune di Prato può tranquillamente e con la stessa volontà di rinnovamento votarmi alla Provincia. Ogni elettore che non abbia un candidato presidente di riferimento può guardare con interesse alla mia candidatura alla Provincia.
Nessun programma è stato sviluppato con un¹attenzione al territorio, alla cultura, all¹efficienza amministrativa, alla rivalutazione del tempo come fattore socio-economico come quello proposto dall¹Unione di Centro; nessun programma si è messo così in discussione ed in dialogo con tutti, da destra a sinistra. Sfido chiunque, ma invito l¹elettore che ancora non lo avesse fatto a dare una rapida scorsa al nostro programma. Esso è di garanzia per tutti, indistintamente.
Fabrizio Scarselli
Senza dubbio il programma è di qualità e spessore. Manca una parola decisiva sul piano rifiuti: o si scommette sulla svolta dei controlli sui quantitativi e qualità degli scarti cinesi e sul riciclaggio, o si dice che si farà l'inceneritore. In un momento di caos come l'attuale, i cittadini non hanno ben approfondito questo punto, lasciando passare tempo, come sempre accade. La moderazione, la politica dal centro, appartiene alla civiltà di un popolo: Prato dev'essere ancora disaggregata da quella cappa che l'ha soffocata irrimediabilmente da tanto tempo, prima di stabilizzarsi nella vera e proficua dialettica. Detto questo, sbaglia anche chi considera Carlesi l'espressione forte di quei poteri, non credo sia così. Da parte di Cenni, l'impresa è ardua, ma occorre avviare il dibattito. Bisogna confrontarci e non evitare gli scambi, far fluire la cultura. Si è sempre ostacolato tutto ciò, atrofizzando la città e abbassando il livello dei suoi politici. La mia proposta sarebbe questa: occuparsi ”volontariamente” della città per almeno 3 anni, chiunque vinca e soltanto dopo entrare in busta paga, stipulando un contratto a lungo temine coi cittadini. Si lavora per Prato, non per lo scranno da centinaia di migliaia d'euro a Roma!