Prato, 16 ottobre 2009 - Lunedì 19 ottobre alle ore 21.30 Gabriele Cecconi presenterà in anteprima il suo ultimo film 10. Non desiderare la roba d'altri. Un fim "made in Prato" da un autore che già in passato si è distinto per il suo talento. E’ di pochi mesi fa la presentazione del romanzo Oltre il cancello, mentre risale a oltre vent’anni or sono la realizzazione della sua opera prima cinematografica Padule, ricordo di una strage un memorabile bianco e nero pluripremiato. Giacomo Fiaschi ha intervistato Gabriele Cecconi per Pratoblog.
10. Non desiderare la roba d'altri. Il titolo incuriosisce. Di che si tratta? . Il titolo incuriosisce. Di che si tratta? «Il film cortometraggio di 27 minuti che sarà proiettato lunedì 19 è solo il primo dei dieci episodi che formeranno il film completo e che si chiamerà Dieci, liberamente ispirato ai dieci comandamenti. Intendo dire con questo che le storie raccontate sono state scelte perché intrattengono con ognuno dei dieci comandamenti una relazione basata sull’attualità e la sua problematicità. Infatti il punto di vista adottato nella trattazione dei dieci episodi non è né dogmatico né confessionale, bensì laico, critico e problematico: più che dare delle risposte intende porre dei problemi, suscitare interrogativi, evidenziare la sempre maggiore complessità dei temi etici nella società contemporanea».
Dove è stato girato e dove saranno girati i prossimi episodi? «È stato girato a Prato e Firenze. I prossimi 9 episodi nelle varie province della Toscana».
Un film toscano, ma che affronta tematiche universali. Un tentativo di uscire dal localismo? «Certo, è proprio questo il punto. Non bisogna dimenticare le nostre radici, dobbiamo rimanere ancorati alla nostra cultura, ma per andare verso l’esterno, affrontando tematiche che interessano un pubblico nazionale, e se possibile anche oltre. Il cinema deve divertire, non c’è dubbio, anch’io condivido questo, ma credo che debba anche far pensare ed emozionare nel profondo. Bisogna concettualizzare i sentimenti e sentimentalizzare i concetti.. La scelta di un soggetto così particolare è motivata anche dal fatto che c’è, soprattutto oggi, un gran bisogno di interrogarsi su tematiche importanti, avvertito non solo dagli adulti ma anche dai giovani (al di là del loro apparente disinteresse) i quali si pongono domande, che spesso rimangono inascoltate, sui grandi problemi della vita. I giovani di oggi vengono spesso descritti come superficiali, annoiati, demotivati, tutti dediti al consumismo e alla cultura dell’apparenza, ma non è vero. Chi dice solo questo non li conosce bene. Io ho insegnato italiano nelle scuole per oltre 30 anni e ti dico che i giovani di oggi, come quelli di ieri, hanno fame di senso, di significato. Siamo noi adulti che spesso non sappiamo intercettare i loro bisogni, e finiamo per banalizzarli».
Quali sono state le difficoltà incontrate? «Oltre a quelle oggettive di tipo economico (il film è in larga misura autofinanziato), anche quelle soggettive, personali. Nel senso che ho dovuto vincere dentro di me il senso di inadeguatezza che provavo. Quando parli di Decalogo, immediatamente il pensiero va al capolavoro di Kieslowski e una persona di buon senso sarebbe tentata di rinunciare in partenza. Tieni presente che quando nomino Kieslowscki è come quando nomino Dante o Leopardi, mi metto in ginocchio. Ma le specificità che caratterizzano il mio progetto non sono poche, né di poco conto. Prima di tutto questa è una trattazione in un unico lungometraggio destinato alle sale cinematografiche (Il Decalogo era composto da 10 mediometraggi separati per la televisione polacca). In secondo luogo il mio progetto è caratterizzato dalla forte aderenza alla realtà contemporanea italiana (nel Decalogo, la Polonia comunista ante 1989). Infatti gli episodi si ispirano tutti a fatti di cronaca recenti che hanno colpito l’opinione pubblica italiana e suscitato vasto interesse».
Quali sono i progetti per il futuro? «Realizzare in tutto il 2010 gli altri 9 episodi, con l’aiuto di un produttore privato e il sostegno di un contributo pubblico (Comune, Provincia, Film Commission Toscana). Sarà un film a basso costo, girato in digitale (alta definizione) e poi riversato in pellicola».
Scheda film. Sera del 31 dicembre. Franco sta ultimando un articolo per il suo giornale, il tempo passa e squilla il telefono. È Manuela, la sua ragazza, che lo rimprovera per il ritardo. La discussione degenera in litigio, Manuela si rifiuta di andare al cenone, Franco decide di andarci da solo. In strada accidentalmente urta un vu’ cumpra’ marocchino e Franco lo invita ad andare con lui al cenone degli amici. Alla festa tutti fanno buona accoglienza al marocchino, finché non sparisce un prezioso bracciale d’oro…
Digitale Full HD (RED), colore, 27’. Regia: Gabriele Cecconi, soggetto e sceneggiatura: Stefano Cangioli, Gabriele Cecconi. Interpreti: Francesco Tasselli, Jamal Banoir, Chiara Luccianti, Silvia Baroncelli, Andrea Bianconi, Stefania D’Amore, Erika Fantei, Stefano Cangioli, Francesca Venuti, Leonardo Raspini, Nadija Zineb. Direttore fotografia: David Becheri; Assistenti: Carlo Cupaiolo, Yari Moncini; Operatore: Emanuele Tassi; Assistente: Antonio Megna; Fonico presa diretta: Daniele Landini; Segretaria di edizione: Serena Buzzi; Montaggio: Gabriele Cecconi; Post produzione: Nicola Baldini.
La presentazione del film si terrà lunedì 19 ottobre, alle 21.30, al cinema Terminale, (via Carbonaia 31, Prato). Nella foto, Gabriele Cecconi (seduto a destra) sul set del film.
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