Successo della Camerata e Louis Lortie al Politeama con Liszt e Smetana

Prato, 23 ottobre 2009 - Tra la notte del 21 e 22 ottobre del 1811 a Rading, Ungheria, nasceva Franz Liszt. Oggi, 22 Ottobre del 2009 ore 21 La Camerata Strumentale ha presentato nella parte principale del suo programma, musiche del grande compositore. Non è stato questo il concerto celebrativo come accade per le ricorrenze dei centenari, ma è mancato poco. Sono passati centonovantotto anni appena e sembra ieri.
 
E’ stata, però, una splendida performance per Alessandro Pinzauti, direttore e Louis Lortie, pianoforte, che nella consueta atmosfera del teatro Politeama di Prato, ci hanno introdotto il mondo romantico e irrequieto di uno dei più brillanti ed entusiasti musicisti di tutti tempi. Il poema sinfonico n. 3 Les préludes che ispira la vita dell’Uomo non fine a se stesso, portatore di valori universali, è stato primo dei tre lavori proposti del musicista ungherese.
 
Lieve, sfumato, il colore dei tristi preludi si sono accesi vivaci su, con i gloriosi ottoni, indimenticabili, e tutta l’orchestra guidata dalla bacchetta di Pinzauti. Attraverso una serie di preludi passando dal tempo Andante, all’Allegro ma non troppo, al Tempestoso, al Pastorale, la musica di Liszt rifletteva intense emozioni, ponendo questo tra i capolavori dei componimenti sinfonici. Subito è cominciata una serata tanto attesa e di gran soddisfazione in sala, immagino, anche per i concertisti e il loro direttore.
 
Potrebbe essere facile apparire partigiano, ma affermare che la serata è stato un gran successo viene naturale scriverlo. Registro lunghi applausi sia per l’orchestra sia per il Louis Lortie, funambolico protagonista. Sulle vibranti e misurate note del primo concerto per pianoforte, che ha completato la prima parte della serata, Louis Lortie ha dato un’interpretazione pregevole del concerto numero uno assieme all’orchestra della Camerata e quella di Pistoia, Promusica.
 
Le due formazioni non erano nuove a lavorare assieme e spesso le abbiamo ritrovate unite in altri concerti ospiti al Politeama. Quello in mi bemolle è il vertice della musica di Liszt. E' quello che molti interpreti desiderano raggiungere alla perfezione, dove il tratto stilistico richiama, assieme a Totentaz, l’immagine più efficace dell’irrequieto genio magiaro. Il Canadese Lortie ne ha interpreto passione e innovazione creativa con esemplare sensibilità, attraverso il suo valore artistico riconosciuto nelle più importanti sale d’Europa.
 
Lortie ha già lavorato lo scorso aprile con la nostra orchestra anche come direttore e fa piacere che egli ha riconosciuto il suo valore. Proprio con Totentaz (Danza macabra) nella seconda parte del programma, sotto la sicura direzione di Pinzauti, l’orchestra è stata impegna con pregevole ammirazione in un’appassionante sinergia col pianoforte. Nella vasta produzione di Liszt, sempre troppo poco eseguito a parer mio, queste pagine trascendono un’epoca esplosiva e rivoluzionaria in Europa ed in Italia.
 
Liszt aveva scritto, tra il 1848 e il 1849, i tre più famosi capolavori e il secondo concerto in La maggiore. All’orchestra Strumentale e Promusica, il giusto riconoscimento per un’ottima serata terminata con Moldava. Il Boemo Smetana, che aveva partecipato ai moti rivoluzionari di quegli anni appena descritti, e debitore verso il sinfonismo di Liszt, aveva scritto molto tempo dopo il compositore ungherese, il suo unico e patriottico poema sinfonico dove descriveva il fiume che attraversa Praga simbolo della nazione Ceca.
 
Tra gli applausi, in conclusione tra le due parti del programma, sono stati concessi più di un bis per una delle più belle serate proposte in questi ultimi tempi dalla Camerata. Il pubblico lo ha rilevato e ammirato, considerandolo come un piccolo gioiello della nostra città.


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