Prato, 27 novembre 2009 - È un viaggio attraverso l’arte pratese del Novecento quello che la Fondazione Opera Santa Rita offre alla città. Si tratta di un allestimento permanente ospitato negli ambienti in piazza San Rocco, sede della Fondazione, dedicata all’educazione nei confronti di minori con difficoltà personali e familiari.
La mostra, intitolata «Raccolta della pittura pratese del Novecento» e composta da 118 opere, è frutto di una cospicua donazione da parte del collezionista pratese Franco Bertini. «Il mio è stato un regalo alla città – spiega Bertini, molto legato al Santa Rita per motivi familiari, la figlia, affetta da disabilità, è da tempo seguita dall’Opera -, il desiderio è quello di far conoscere ai pratesi i grandi artisti che hanno reso grande il nostro territorio».
Curato da Martina Altigeri, direttrice della mostra, l’allestimento è suddiviso in sezioni secondo criteri cronologici, geografici e naturalmente di stile. Si comincia con la scuola anni ’30 di Del Rigo e Gallo per proseguire con i Maestri degli anni ’60: Burattin, Saetti e Sanesi fino ad arrivare ai nostri giorni con i già affermati, anche a livello internazionale, Jonda, Furlani e Martinelli.
Non mancano i quadri nati in seno allo stile espresso dalle più note scuole pittoriche pratesi come quella di Vainella, facente capo a Leontetto Tintori, la Leonardo e il Chiassino. La ricchezza e il genio del territorio pratese è rappresentato, tra gli altri, da artisti valbisentini come Marco Zeloni e Ardengo Soffici per Poggio a Caiano.
«È un onore per noi – dice Roberto Macrì, presidente della Fondazione Opera Santa Rita – ospitare il frutto della creatività e della produzione degli artisti pratesi e volentieri ci facciamo tramite affinché attraverso il Santa Rita queste opere possano essere conosciute e valorizzate».La mostra, il cui ingresso è gratuito, è dislocata in tre ambienti dell’Opera: la chiesa di Santa Chiara, la sagrestia e la sala d’ingresso.
All’aperto, su una facciata della sede del Santa Rita, visibile dal piazzale interno, è stata collocata l’opera di Guglielmo Malato dedicata a Virginia Frosini, fondatrice dell’Opera. Si tratta di un rosone nel quale una figura di donna è «accerchiata» da dodici formelle contenenti il volto di ragazzi. «Rappresenta – spiega Malato – l’amore e la passione di Virginia Frosini per l’educazione nei confronti dei giovani».
Da lunedì 30 la mostra sarà visitabile dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17 nei giorni feriali; nei festivi l’apertura è su richiesta. Per le visite guidate basta rivolgersi direttamente alla segreteria dell’Opera: 0574.21245.
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