Cronaca surreale di una inaugurazione

Prato 16 novembre 2009 - Chi scrive è un infiltrato all'interno del ventre del mastodonte mangiaquattrini di Capezzana. Oggi ho avuto il privilegio (se così si può dire) di assistere all'apertura ufficiale del Parco Prato e ve la voglio raccontare così come l'ho vissuta io. Che emozione! Sono arrivato alle 7.30 del mattino per controllare che tutto sul mio posto di lavoro fossse ok e già non c'era più un buco nel parcheggio nemmeno a pagarlo oro, tant'è che mi sono dovuto arrangiare parcheggiando la macchina al villaggio Gescal.
 
Mi incammino verso l'ecomostro, voglio passare sul davanti per guardare in faccia il nemico e mi trovo davanti due guardie giurate che al mio buongiorno mi guardano di traverso e mi fanno: «Lei?»  Io gli fo: «Io?» e loro: «Si, Lei. Dove crede di andare?». «Guardi - rispondo io - devo andare a lavorare, posso passare?». Le due guardie giurate, che avranno visto la serie di film di Rambo almeno ottanta volte, si scostano e, sempre con lo sguardo torvo, mi lasciano passare senza profferir parola.
 
Giro l'angolo e mi trovo davanti almeno un centinaio di persone con il carrello in mano che fanno la posta all'apertura del supermercato. Il fatto è che il supermercato apre alle 9. Che perversa forma di masturbazione mentale scatta nel cervello di una persona quando, pur di essere fra i primi a fare la spesa, si alza prima dell'alba per essere in pole position all'apertura?
 
Proseguo verso il mio luogo d'arrivo e, in lontananza vedo un'altra piccola folla in trepidante attesa davanti ad un megastore di articoli di elettronica. Si sparge la voce che il megastore aprirà a minuti e allora la gente si agita e qualcuno batte i pugni sul vetro per fare accelerare le operazioni e vola anche qualche insulto ai danni dei poveri commessi che si stanno preparando a reggere l'assalto di quel branco di esseri che in quel momento di umano hanno ben poco.
 
Ore 8 si prepara l'inaugurazione. La piazza comincia ad essere affollata di curiosi. I primi ad arrivare sono i soci coop, vestiti a festa, anche se qualcuno di loro azzarda qualche azzardo cromatico di troppo, tipo pantalone di velluto marrone con sneaker bianca nuova di pacca. Tutti i soci guardano la struttura con la meraviglia con la quale si guarda il proprio figlio appena nato.
 
Qua e là si sentono  gridolini di meraviglia. Ognuno di loro si sente padrone di casa, come se ci avesse lavorato anche per un secondo o come se avesse sborsato una lira per costruirlo! Poi arrivano finalmente le autorità, a partire dal Presidente della regione Claudio Martini, accompagnato dal Presidente della provincia Lamberto Gestri mentre, in rappresentanza del Comune c'è il vicesindaco Goffredo Borchi, che ha tutta l'aria di voler essere altrove, in tutta quella manifestazione di tripudio dell'opposizione che sembra voler dire ai nostri attuali governanti: tu hai vinto le elezioni ma qui comanderò sempre io!
 
Arriva perfino Monsignor Vescovo, a benedire un'attività economica nella quale i lavoratori saranno costretti a lavorare di domenica, lui che ha sempre tuonato contro le domeniche lavorative, ma una bella benedizione non si nega a nessuno. La scena è surreale: Monsignore parla alla folla di persone radunate, mentre la musica degli altoparlanti manda le canzoni del momento, in una stonatissima fusione di sacro e profano, anche se qualcuno ha il buon gusto di interrompere la musica, almeno per la Benedizione solenne.
 
Alla fine di questa cerimonia cattocomunista l'atmosfera è ormai calda. La gente è pronta ad irrompere nei negozi al taglio del nastro e così avviene, e  per tutta la giornata si assiste ad un afflusso continuo di curiosi, pensionati, studenti che hanno fatto forca a scuola e chi più ne ha più ne metta, tutti pronti ad abbuffarsi gratis nei buffet offerti dei negozi o ad accapigliarsi per l'ultimo televisore ad offerta rimasto. Che Dio ci benedica davvero!


Commenti


Claudio Lando Paoletti

Perdete ogni speranza o Voi che entrate! Da sempre occorre far divertire e sognare il popolo. Da sempre, da che mondo è mondo. Siamo tutti'popolo. Calcio, Centri Commerciali, Grande Fratello, Isola dei Famosi, La Fattoria, ecc. ecc. Ecco il ”sovradosaggio” di sogni e speranze. Ah, manca il gioco d'azzardo, quello ”benedetto” dallo Stato: Superenalotto o Vinci per la Vita, con la speranza di cospicua rendita dirigenziale per venti anni, anche trasmissibile agli eredi. Poi, beninteso facciamo Convegni Internazionali sulla Fame nel Mondo; parole tante, fatti pochi.Contraddizioni della nostra Società? Chiamiamole pure così ed andiamo avanti, a tutta forza, ma solo per cupa inerzia! Risultato: un ”non consumatore”, fra non molto verrà pubblicamente additato come asociale e forse condannato o esiliato. Mi domando: La Chiesa cosa dice? Mi pare ascoltare un silenzio assordante; ma sicuramente, io, non ho orecchi e sono orbo. Ho visto solo ”benedire” tali luoghi del culto moderno, del CULTO DEL CONSUMO. Almeno a Prato, ieri. Post scriptum: l'occupazione in tali luoghi, come hanno riportato alcuni quotidiani, è sostanzialmente a termine. Sfacciato egoismo, perfettamente legale s'intende, o mancanza di incassi o guadagni dei gestori e proprietari?
Inserito il 17/11/2009

Maria Josè Masiero

Cose già viste e sentite....”Il nuovo Vitello d'Oro”. ESODO 32 ”...e ne ottenne un vitello di metallo fuso. Allora dissero: “Ecco il tuo Dio, o Israele,(..)“Domani sarà festa in onore del Signore”.Il giorno dopo si alzarono presto.... Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento. Saluti a tutti, Josao

Inserito il 20/11/2009

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