Vincent Van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853 – Auvers-sur-Oise, 29 luglio 1890). «Anche se seguito a produrre opere nelle quali si potranno ritrovare difetti, volendole considerare con occhio critico, esse avranno una vita propria e una ragione d'essere che supereranno i loro difetti, soprattutto per coloro che sapranno apprezzarne il carattere e lo spirito. Non mi lascerò incantare facilmente, come si crede, nonostante tutti i miei errori.
So perfettamente quale scopo perseguo; e sono fermamente convinto di essere, nonostante tutto, sulla buona strada, quando voglio dipingere ciò che sento e sento ciò che dipingo, per preoccuparmi di quello che gli altri dicono di me. Tuttavia, a volte questo mi avvelena la vita, e credo che molto probabilmente più d'uno rimpiangerà un giorno quello che ha detto di me e di avermi ricoperto di ostilità e di indifferenza. Io paro i colpi isolandomi, al punto che non vedo letteralmente più nessuno.» (Dalla lettera ad Anthon van Rappard, agosto 1885).
«Mi sono rimesso al lavoro, anche se il pennello mi casca quasi di mano e, sapendo perfettamente ciò che volevo, ho ancora dipinto tre grandi tele. Sono immense distese di grano sotto cieli tormentati, e non ho avuto difficoltà per cercare di esprimere la mia tristezza, l'estrema solitudine.» (Dalla lettera al fratello Théo, Auvers-sur Oise, luglio 1890).
Friederyck Chopin,
(Żelazowa Wola, 1º marzo 1810 – Parigi, 17 ottobre 1849). Fantaisie-Impromptu in Do diesis minore. Questo brano è conosciuto come Fantaisie-Impromptu (Fantasia-Improvviso) in Do diesis minore, Op. postuma 66, titolo erroneamente datogli da Julian Fontana, grande amico di Chopin e curatore di molti suoi lavori pubblicati postumi; il brano ha infatti la struttura dell'improvviso. È uno dei più conosciuti brani di Frédéric Chopin. È una composizione per solo pianoforte, scritta nel 1834 e dedicata appunto a Julian Fontana. A causa di alcune somiglianze con la sonata "Al chiaro di luna" di Beethoven (Sonata per pianoforte n. 14), molto presto Chopin si pentì di averla composta. Ad ogni modo, nonostante il parere contrario del compositore, Fontana decise di pubblicarla.
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