Prato, 12 nov.embre 2009 - Il 14 novembre alle ore 18,00 la Galleria Gentili di Prato inaugura la mostra collettiva Getting nowhere – voglio essere proprio qui. L’idea della mostra parte da Lorenzo Bruni che presenterà, insieme ad altri artisti internazionali, installazioni di grandi dimensioni e opere pensate appositamente per lo spazio.

L’assunto iniziale è che i mezzi che al giorno d’oggi dovrebbero essere in grado di distribuire e produrre la tensione tra lo spazio fisico e quello percepito come una dimensione allo stesso tempo personale e collettiva, intima e pubblica, non lo fanno al meglio. Gli artisti ricercano nuove dimensioni, nuovi mezzi, nuove vie per orientarsi nella complessa realtà odierna. Scopo della mostra sarebbe quello di fornire agli spettatori un nuovo punto di vista per osservare il mondo, abbandonando per un po’ quello quotidiano.
Le opere esposte, come la silhouette attraversabile della parete in metallo di Martin Boyce, reificano lo spazio, lo rendono reale. E’ lo spettatore che, permeandolo, convalida l’esistenza dello spazio. La presenza dello spettatore assume quindi un ruolo centrale all’interno dell’esposizione perché lo rende vate della compresenza tra spazio rappresentato e quello vissuto.
Per fare questo gli artisti affrontano sia una riflessione sui codici dell’architettura, nata come organizzazione dello spazio esterno-interno, sia su quelli della pittura astratta, nata per evitare l’illusione della rappresentazione di uno spazio altro. Oltre al suddetto Boyce e all’ideatore della mostra Lorenzo Bruni, esporranno dal 14 novembre al 16 gennaio anche il messicano Josè Davila, il russo Serghej Jensen, lo statunitense Alexis Harding e il francese Loris Gréaud.
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