Prato, 8 dicembre 2009 - «Tra i punti d’orgoglio di Confartigianato Imprese Prato, che ormai da diversi anni ha aperto, dando vita a Confarte, un capitolo completamente nuovo nella storia della sua attività, c’è quello di aver ospitato sempre, presso le proprie sedi, artisti di talento. Spesso un talento già riconosciuto e conclamato. Altre volte, in artisti più giovani, un talento che questo riconoscimento lo stavano trovando. Ma una costante, nelle scelte di Confarte, è sempre stata quella della massima apertura a ogni tipo di espressione pittorica. Da quelle più tradizionali, figurative e ritrattistiche, a quelle più innovative, sia a livello di rappresentazione che di tecniche utilizzate. Un atteggiamento che ho sempre condiviso, perché niente come l’arte è lontano dal poter venir limitato, discriminato. Dal profano al grande esperto, per ognuno l’arte è soprattutto emozione, e per offrirla un’opera non ha regole da seguire, ma soltanto passione da esprimere».
Esordisce con queste parole Luca Giusti, presidente di Confartigianato Imprese Prato, nella presentazione al catalogo di Filippo Maria Topi, l’artista che esporrà le sue opere più recenti a partire da sabato 12 dicembre nella Sede Provinciale di Confartigianato Imprese Prato (viale Montegrappa 138 – Prato). Altre opere rimarranno esposte anche nella Sede di Maliseti (via D. Saccenti 19/21 – Prato).
Filippo Maria Topi, architetto, è nato a Firenze nel 1969. Ha frequentato il Liceo Artistico sotto la guida di Mario Nuti, di cui l’artista ha un ricordo molto particolare: «Mario Nuti, che fu mio insegnante, mi colpiva con la sua maniera di porsi ad artista trasgressivo: non m’impressionava tanto per essere stato uno dei precursori dell’astrattismo Classico toscano del Dopoguerra, quanto piuttosto il suo atteggiamento di contestazione delle convenzioni, che lo faceva vedere, a me ragazzo, un vero e proprio personaggio».
Agli inizi degli anni novanta, durante un viaggio coast to coast negli Stati Uniti ha un’importante incontro con il movimento dei graffitisti, Keith Haring in particolare. Nasce così spontaneo il suo interesse per la Dripping Painting di Pollock e successivamente per gli altri Maestri dell’Action Painting, che studierà in parallelo all’architettura americana. Il suo viaggio pittorico continua con la Pop Art statunitense, Mario Schifano, per poi passare negli anni al cromatismo di Klein, il costruttivismo astratto di Berti ed infine a quella che lui definisce la scoperta ‘viscerale’ di Emilio Vedova. Nella realizzazione delle sue opere Filippo Maria Topi utilizza supporti come la tela, la carta e le lastre tipografiche con un crescente desiderio per il legno, il suo prossimo obbiettivo. Per i materiali utilizzati si va dall’olio, al bitume, l’acrilico, lo smalto e lo spray.
Inaugurazione della mostra sabato 12 dicembre 2009 alle ore 17.30 presso la Sede Provinciale di Confartigianato Imprese Prato (viale Montegrappa 138 – Prato). Nell’occasione verrà distribuito gratuitamente il catalogo della mostra curato da Giampaolo Trotta per la Casa Editrice Pegaso. Seguirà un piccolo buffet. L’ingresso è libero. Orario: dal lunedì al giovedì 8.30-13.00 14.30.18.00. Venerdì 8.30-13.00 (su richiesta apertura nel pomeriggio).
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