Guardia di Finanza: Money Transfer, sospesa l'attività di numerosi agenti finanziari del settore.

Prato, 19 dicembre 2009 - Un’operazione, quella conclusa nei giorni scorsi, che s’inquadra in una più ampia iniziativa - avviata ormai da tempo - in tema di lotta al riciclaggio, agevolato dai nuovi sistemi di trasferimento del denaro che si sono affiancati agli ordinari canali già esistenti, quali gli istituti di Credito ed il sistema postale, costituiti dalla fitta rete di agenti in attività finanziaria abilitati anche all’attività di money transfer.
 
L’attività investigativa del Nucleo di Polizia Tributaria ha posto in essere, d’intesa con gli organi centrali della Banca D’Italia (UIF) e del Nucleo Speciale Polizia Valutaria, ha riguardato tutti i soggetti operativi nella provincia pratese, persone fisiche e società, preposte potenzialmente al trasferimento di denaro, con particolare attenzione al fenomeno dei money trasfer.
 
L’operazione nasce dall’esigenza di focalizzare l’attenzione investigativa della Guardia di Finanza su un particolare fenomeno, definibile senza dubbio un fenomeno pratese che ha coinvolto la provincia, quello del trasferimento di denaro a mezzo dei nuovi sistemi di intermediazione verso l’estero ad opera di cittadini stranieri che, l’ufficio centrale statistica di Bankitalia ha quantificato per il solo 2008 in circa 415 milioni di euro di cui 373 diretti verso la Cina.
 
Dai risultati delle indagini, gli investigatori sono giunti alla determinazione che dietro queste rimesse di denaro vi siano attività illegali come evasione fiscale, lavoro sommerso, contraffazione ed altro. A sollecitare l’attenzione investigativa sono stati i dati statistici locali che hanno evidenziato enormi scostamenti percentuali rispetto alle medie nazionali ed anche regionali. Le rimesse dei cittadini stranieri in Toscana per l’anno 2008 ammontano a circa 851milioni di euro delle quali circa la metà sono riconducibili come anzidetto ad operazioni di trasferimento di denaro effettuate da operatori finanziari domiciliati nella provincia di Prato con una media giornaliera di oltre 1milione di euro.
 
Negli ultimi anni – di fatto – approfittando delle favorevoli condizioni normative sono proliferati gli agenti in attività finanziaria che puntualmente hanno richiesto l’abilitazione alla Banca d’Italia per poter operare in questo specifico settore. Proprio questa eccezionale situazione ha imposto un impegno particolare della Guardia di Finanza nell’affrontare tali problematiche ideando un metodo d’intervento operativo unico ed innovativo. E' stata, infatti, pianificata una capillare attività di censimento degli operatori finanziari attraverso mirati accertamenti che hanno evidenziato sorprendenti risultati.
 
Oltre la metà degli agenti in attività finanziaria abilitati, iscritti nell’albo della Banca d’Italia, è risultata non essere in regola con le disposizioni dettate dalla normativa antiriciclaggio. A fronte di 248 controlli eseguiti, numero che rappresenta la totalità degli agenti del settore economico-finanziario operanti in provincia, sono risultati irregolari ben 142 soggetti, con una percentuale del 58% che comprende gli agenti money transfer operanti anche presso tabaccherie, ricevitorie del lotto, internet point e phone center, per i quali sono state avviate le procedure di radiazione dall’Albo.
 
La percentuale di irregolarità è ancor più critica se si considerano coloro che in via esclusiva svolgono attività di money transfer dato questo che rappresenta il 45% del totale degli irregolari. Se si considerano poi i soli agenti money transfer di nazionalità extracomunitaria la percentuale di irregolarità è dell'82%.
 
Le principali violazioni rilevate e per le quali scatterà la radiazione dall’albo degli agenti in attività finanziaria hanno riguardato i requisiti e le prescrizioni che la normativa impone a chi vuole operare in tale settore. Ad esempio non sono stati rispettati i requisiti di onorabilità (assenza di condanne o di procedimenti penali in corso) e di professionalità (diploma di scuola media superiore ); non è stato assicurato alla Banca d’Italia l’effettivo svolgimento dell’attività d’intermediazione per la quale è stata richiesta l’abilitazione; non è stata comunicato, e quindi autorizzato dall’autorità centrale, l’avvio di rapporti di sub-agenzia con nuovi intermediari nazionali oltre a quello segnalato all’origine.
 
L’enorme lavoro svolto la cui utilità investigativa è di tutta evidenza, potendo ora contare su una "mappa" completa, aggiornata e scevra di quelle posizioni palesemente irregolari che tuttavia operavano regolarmente, rappresenta solo l’inizio della strategia che si è imposto il Comando Provinciale della Guardia di Finanza. Adesso l’attenzione sarà focalizzata su quegli operatori che hanno generato l’imponente flusso di denaro ma che per volume di operazioni effettuate hanno presentato innumerevoli elementi di criticità. Su questi aspetti viene ovviamente tenuto il massimo riserbo.
 
È stato tolto il coperchio ad un mondo di illegalità diffusa. Il fenomeno pratese costituisce sostanzialmente un sistema finanziario parallelo che – di fatto – mette in crisi anche quello legale, presentando rischi concreti che possano costituire lo strumento privilegiato per il riciclaggio di denaro proveniente dalle illecite attività poste in essere nell’hinterland pratese.


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