Prato, 30 dicembre 2009 -
Lettera aperta al Sindaco di Prato Roberto Cenni: «Illustrissimo Sig. Sindaco, Il 19 gennaio del 2000 muore ad Hammamet Bettino Craxi, trascinando a fatica una piccola frazione della sua vita nel nuovo millennio, quasi ad indicare che il "caso Craxi" non terminava nel 900, non apparteneva alla storia dell’ipocrisia italiana, ma al futuro, ad una politica che necessariamente deve interrogarsi su cosa sia una giustizia giusta in un Paese normale e democratico, uno Stato limpido nelle verità storiche.
Per questo Sig. Sindaco riteniamo attuale il tema del giusto riconoscimento del ruolo e dei meriti dello statista scomparso. Craxi, infatti, non fu solo un insigne rappresentante della tradizione culturale e politica del socialismo riformista, fu soprattutto, un Presidente del Consiglio che seppe acquisire meriti importanti con decisioni che difesero l’autonomia ed il prestigio internazionale dell’Italia garantendo sul piano interno la ripresa dello sviluppo.
A dieci anni dalla sua scomparsa, è possibile ora un meditato giudizio anche in Italia ove egli fu vittima assieme ad altri, del clima di violenza giudiziaria e odio politico dei primi anni '90. Per questo, Sig Sindaco, Le chiedo di voler consentire che anche nel nostro Comune sia ricordato Bettino Craxi intitolando una via o piazza in suo nome. Cordiali Saluti, Alessandro Zella Segretario Socialisti Riformisti».
Commenti
Andrea Orlandi
Non c'è proprio limite alla vergogna! Ma a quanto pare il sig. Zella non reputa tale il voler intitolare una strada ad una persona morta da fuggiasco per evitare la galera dopo aver rubato tutto ciò che era possible rubare! SI VERGOGNI!
Inserito il 01/01/2010
Italia dei Valori - Prato
Una strada o una piazza dedicati a Bettino Craxi? No, grazie. Italia dei Valori non può che essere critica contro la proposta del segretario dei Socialisti riformisti, Alessandro Zella, che ha scritto al sindaco Cenni affinché l’amministrazione comunale dedichi una piazza o una strada all’ex segretario del Psi. Italia dei Valori ha pietà dei morti, ma nessuna pietà per chi mente. Celebrare il decennale della scomparsa di Bettino Craxi e dedicargli una strada o una piazza significa omaggiare un latitante, pluricondannato e corrotto che, commettendo innumerevoli reati, ha rovinato sia la credibilità del Paese che quella delle Istituzioni. IDV vuole ricordare a tutti coloro che fossero di memoria corta che Craxi non era una persona in esilio, bensì un latitante. Nessuno lo ha cacciato. E' lui che è fuggito per non rispondere delle sue azioni davanti alla giustizia. E' scappato via perché è stato condannato con sentenza penale passata in giudicato. Era accusato di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Zella parla di un grande statista. Ma quale? Quello che con la DC della Prima Repubblica ha indebitato oltremodo le casse dello Stato? Quello che ha dato la possibilità ad una classe imprenditoriale di crescere non in ragione delle proprie capacità imprenditoriali ma delle mazzette che pagava? Allora, se proprio vogliamo dedicare una strada o una piazza a Craxi è bene che sulla targa, sotto al nome di Bettino Craxi, venga scritto anche quel che era “politico, corrotto, latitante”. Al segretario dei Socialisti riformisti, Alessandro Zella, Italia dei Valori propone di dedicare una sala di uno dei propri circoli a Craxi ma di non disturbare l’amministrazione comunale e i pratesi con i ricordi di chi è scappato dall’Italia per non rispondere delle sue azioni davanti alla giustizia celebrata in nome del Popolo Italiano.
Inserito il 02/01/2010
Francesco Mazzeo - I socialisti per le Libertà
Siamo favorevoli che venga intitolata una strada allo statista Bettino Craxi. Anche perchè è proprio di questi giorni la dichiarazione dell’on. Fassino il quale dice che Craxi è stato un capro espiatorio. Meglio tardi che mai. E’ da ricordare, che la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per persecuzioni riservate a Bettino Craxi. Quanto alla polemica dell’Italia dei Valori è comprensibile, in quanto il loro è un progetto politico basato soltanto sulla tesi di un Craxi corrotto. Chiarito quest’equivoco, si esaurisce la loro linfa politica. Anche perchè, lo stesso Di Pietro ha dichiarato che nulla è cambiato in Italia, in quanto a corruzione, dopo mani pulite. E allora, avanti, spediti a rendere giustizia a un grandissimo uomo. Un uomo di sinistra difeso dalla PDL un paradosso tutto italiano. La sinistra italiana comunque, se vorrà rialzare la testa politicamente, dovrà chiedere scusa a Bettino Craxi, fare un’analisi seria degli anni bui di mani pulite, sciogliere un nodo che continua ancora oggi a tenere bloccata la politica italiana. Solo così potrà crearsi una vera genesi, sulla quale far ripartire un partito riformista e liberale, comprendendo il progetto socialista senza la compagnia di Di Pietro.
Inserito il 04/01/2010
Alessandro Zella
La cosiddetta sinistra non si fa mancare proprio niente, affidando il timone della propria politica ai “disvalori” dell’Italia dei valori. La ventura politica di questa ”falsa sinistra” con a capo l’Italia dei Valori ha certamente la responsabilità della sventura Italiana di questi ultimi quindici anni trascinando il Paese in un clima insopportabile di odio e contrapposizione ideologica, ora anche contro i morti. I socialisti nella loro storia hanno sempre combattuto contro ogni forma di prevaricazione, di intolleranza, e soprattutto contro ogni forma di ”razzismo” politico e per questo stigmatizziamo con fermezza l'ostilità giustizialista che a poco a che fare con una politica di naturale contrapposizione . Le ultime affermazioni dell'IDV e l’ assordante silenzio del PD simboleggia assai bene il carattere giustizialista di questa falsa sinistra e ”l’arroganza” contro la ragione. Alessandro Zella Segretario Socialisti Riformisti
Inserito il 04/01/2010
Scrivi Commento
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Per favore effettua il login al sito o registrati. Potrai cosi' accedere anche agli altri servizi dell'area riservata.
PRATO - Due appuntamenti all'insegna della musica sono quelli proposti
dalla Provincia in occasione delle giornate del 7 e 8 gennaio nel salone
Consiliare di palazzo Buonamici. Si inizia sabato 7 gennaio (ore 21:15)
con il concerto delle Corali Diapason di Montemurlo e San Martino di
Prato. Un repertorio vario che parte dai canti risorgimentali lungo un percorso che costeggia i 150 anni dell'Unità ...
Andrea Orlandi
Non c'è proprio limite alla vergogna! Ma a quanto pare il sig. Zella non reputa tale il voler intitolare una strada ad una persona morta da fuggiasco per evitare la galera dopo aver rubato tutto ciò che era possible rubare! SI VERGOGNI!