Firenze, 4 gennaio 2010 - «Una decisione sconcertante, quella presa dall’assessore Rossi, destinata a ledere la qualità delle prestazioni sanitarie ed allungare ancor di più le liste d’attesa degli esami di diagnostica, peggiorando così una situazione già critica». Questo il commento della Vicepresidente della commissione regionale sanità Annamaria Celesti (foto) alla delibera di Giunta che prevede la riduzione delle tariffe riconosciute dalla Regione agli istituti privati convenzionati per gli esami di diagnostica strumentale, in merito alla quale Celesti presenterà una interrogazione al prossimo Consiglio regionale.
«Il pareggio di bilancio sanitario – attacca Celesti - è il fiore all’occhiello dell’assessore Rossi, ma per raggiungerlo il prezzo pagato in primis dai cittadini e poi dagli operatori sanitari è stato ed è troppo alto. Non si può infatti pensare di mantenere i conti in pari solo e soltanto attraverso tagli che vanno a scapito della qualità dei servizi, poiché i medici convenzionati non riusciranno ad adeguare le prestazioni a tariffe sottodimensionate per esami quali Tac, radiografie, ecografie, risonanze magnetiche. Senza considerare il fatto più grave: saranno solo e soltanto le fasce più deboli della popolazione - chi meno può e meno sa - che verranno penalizzate perché costrette, non potendo pagare, a stare in lista d’attesa».
«E le conseguenze della decisione dell’assessore Rossi – prosegue Celesti - andranno ulteriormente ad incidere sui tempi di attesa, già ampiamente oltre i termini stabiliti, per le prestazioni di diagnostica. I fatti confermano ancora una volta quanto il centrodestra da dieci anni va denunciando: in Toscana ormai l’integrazione tra pubblico e privato è pressoché inesistente, con quest’ultimo che sta sempre più svolgendo un ruolo marginale e subalterno. L’ennesima dimostrazione – conclude la consigliera - dell’impostazione ideologica del sistema sanitario toscano, che assorbe risorse eccessive per autoalimentarsi, mantenendo così il controllo politico, a detrimento della centralità del paziente e della corretta individuazione ed erogazione dei servizi».
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