Ciao Padre Gian Battista!

Tunisi, 7 gennaio 2009 - Era da due annni che su questo modesto ma onesto giornale mi era stato dato più volte spazio per informare e lanciare un allarme sullo stato di emergenza della Bibliotéque de Recherche dell’Institut des Belles Lettres Arabes di Tunisi, il più antico e prestigioso centro di documentazione per il dialogo fra le civiltà delle due sponde del Mediterraneo. Il pericolo di una tragedia era nell’aria e l’eventualità di un epilogo disastroso era sin troppo facilmente prevedibile.
 
Martedi 5 gennaio quel che si temeva è accaduto, e tutto il patrimonio librario della prestigiosa Bibliotéque è andato in cenere a causa di un incendio che in poche ore ha divorato un secolo di memoria storica. Il nostro connazionale Padre Gian Battista Maffi è stato ritrovato, dopo quattro ore di ricerche, quando per lui più non c’era niente da fare. Il destino ha voluto che se ne andasse insieme con i "suoi" volumi, molti dei quali erano stati recuperati grazie al suo paziente e continuo lavoro di restauro.
 
Adesso restano solo il dolore, la rabbia e il rimpianto per non aver gridato più forte, per non essere riusciti a risvegliare l’attenzione di quanti avrebbero potuto, se solo avessero voluto, intervenire per evitare una perdita che si sarebbe potuta evitare se solo una minima parte delle briciole di quel che viene dilapidato ogni giorno per brindare alla salute dei commensali dei banchetti nei meetings, seminari, convegni e riunioni finanziate da organismi della UE e degli Stati membri per "favorire il dialogo e gli scambi culturali" fra le due rive del mediterraneo, fosse stata destinata per restaurare l’immobile che da un secolo ospita chi per questo dialogo lavora ogni giorno.
 
L’ultimo appello, corredato da un servizio video, è stato pubblicato su queste pagine il 6 dicembre 2009, appena un mese e un giorno prima che si verificasse questo triste epilogo. Ad una lettrice che aveva lasciato un suo commento su questo articolo Padre Gian Battista aveva risposto: «Sono un pellegrino del mondo, mendicante dell'ospitalità: Per questo apprezzo chi, come lei, sa valutare il lavoro di chi, nel silenzio, aggiunge un piccolissimo mattone alla costruzione di un mondo di pace, di rispetto e dignità».
 
Quel piccolissimo mattone è andato in frantumi, ma sopravvive la ricchezza e la poesia di queste parole dettate dal cuore di un grande uomo di cultura e di pace, di un amico schiacciato dal maglio infame ed impietoso dell’indifferenza, della barbarie e della negazione di ogni civiltà.


Commenti


Alice Bettini

Ciao Gian Battista, ci siamo conosciuti per poco tempo, ma di te mi ha colpito la tua voglia di fare, la tua acutezza e la tua bontà negli occhi. Mi ricordo di te, la prima volta che ti ho visto, vestito tutto di lino bianco, su una terrazza a Tunisi a parlare delle tue esperienze e della ”tua” biblioteca. Ricordo la visita che mi hai fatto fare alla Ibla e dell'entusiasmo nel mostrarmi le piante di Tunisi messe insieme con lo scotch e il grande torchio per restaurare quella bellissima Bibbia. Ricordo la cena alla Goulette la sera prima del Ramadan e la tua forza nel dirmi: Sei una turista, vestiti come vuoi e non dar retta a certe scemenze. Questo ricordo di te, il tuo essere diretto e sincero, come il succo d'arancia che bevemmo insieme. Mi spiace del poco tempo passato assieme, mi sarebbe piaciuto cavalcare con te verso le piramidi nel deserto, come avevamo ipotizzato. E così ti voglio ricordare, vestito di lino bianco su un cavallo dello stesso colore verso le piramidi nel deserto. Un abbraccio. Alice
Inserito il 07/01/2010

Alessandro Grecchi

La prima cosa che mi viene da pensare è: USQUE TANDEM... e subito dopo mi ribollirebbe il sangue. Questa rabbia è attenuata solo dalla preghiera, che mi rende un po' più sereno. Ma... perché?
Inserito il 07/01/2010

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