Lega Nord: Pochi giorni per una prestazione sanitaria se straniero, mesi se italiano.

Prato, 23 gennaio 2010 - In un articolo uscito oggi su La Padania viene messo in evidenza come a Prato il Centro Unificato Prenotazioni dell’Azienda Usl 4 faccia distinzioni tra i cittadini immigrati e quelli autoctoni. Come? E' presto detto. Per avere un’ecografia addominale in toto, infatti, gli italiani arrivano ad aspettare anche più di due mesi (il tempo si ridimensiona se si è fortunati nel trovare una prenotazione annullata), mentre gli stranieri al massimo attendono tre giorni (dipende dall’interprete).
 
«Non è possibile dare una giustificazione dovuta alla presenza o meno di un interprete - dicono alla Lega -. Non deve essere l’interprete il testimone della gravità di ogni singolo caso. Non è possibile che, nel nome dell’integrazione, si debba innalzare un muro tra gli italiani e le altre etnie. Questo è etnismo e, soprattutto, razzismo perché, a quanto pare, l’Usl di Prato ha maggiormente a cuore la salute degli stranieri e non quella degli italiani, quando teoricamente dovrebbe averne per tutti gli esseri umani indistintamente dalla propria etnia, dal proprio credo religioso, dalle proprie convinzioni politiche e dal proprio sesso».
 
«Inoltre, gli immigrati dovrebbero (teoricamente) già conoscere l’italiano - concludono - perciò non ha senso pagare degli interpreti e esporre cartelli in altre lingue (soprattutto in cinese), oltre che, naturalmente, creare delle liste e dei canali privilegiati a loro riservati. La Lega Nord richiederà un’interrogazione comunale all’assessore alla Salute Dante Mondanelli e una provinciale».
 
«Un atto assolutamente vergognoso - prosegue Valentina Saputo, capogruppo della Lega Nord in consiglio provinciale -. È ignobile che non si metta sullo stesso piano la salute degli italiani e quella degli stranieri. Le problematiche di salute degli immigrati, a quanto pare, sono più importanti di quelle degli italiani visto che si creano due liste d’attesa. Si parla tanto di integrazione, ma a quanto pare c’è chi preferisce alzare un muro etnico tra gli italiani e gli stranieri a svantaggio dei pratesi. Questo è il solito razzismo al rovescio che ha mandato a rotoli la nostra provincia».


Commenti


Federico Sarti

E' una voce che gira da diverso tempo. Da verificare. Se fosse così sarebbe giunto il momento delle denunce penali. Attendiamo riscontri.
Inserito il 23/01/2010

Aurelio Donzella

La notizia relativa alla nostra Asl che teneva liste d'attesa ”riservate” agli stranieri i quali accedevano in tempi più brevi all'effettuazione di accertamenti diagnostici,mi suggerisce alcune considerazioni. Intanto la lega non si è lasciata sfuggire l'occasione per cavalcare il tema del ”razzismo alla rovescia”. Io rifiuto queste definizioni ad effetto mediatico che travisano i fatti, ma non posso fare a meno dal sospettare che tutto ciò sia dovuto non a ”discriminazione” bensì a banale disorganizzazione. L'Italia dei Valori che io rappresento in Consiglio Comunale,ha come obiettivi primari la trasparenza e la tutela del cittadino.
Penso che i fatti si siano svolti in questo modo. C'è stato il blocco delle prenotazioni da parte degli istituti privati perché non ricevevano i rimborsi. Suppongo che l'errore si sia verificato in quanto l'Asl ha continuato ad erogare nelle proprie strutture le prestazioni a quei pochi stranieri ai quali già le erogava,senza ricordarsi però degli altri cittadini per i quali si prolungava l'attesa,dato il blocco degli istituti privati. Giustizia vuole le liste d'attesa debbano rimanere uniche a prescindere da dove l'esame verrà effettuato,in questo modo l'Asl avrebbe potuto erogare le prestazioni sia pure in modo limitato,anche a coloro che ormai in lista da più tempo, dovevano aspettare dell'altro per il blocco delle strutture private.
Ammiro la denuncia da parte di quella signora pratese, senza la quale il problema non sarebbe venuto alla ribalta. Non ne approvo però la scelta di mantenere l'anonimato,in quanto tutti siamo tenuti a difendere i nostri diritti,a maggior ragione se si tratta di servizi già pagati dal cittadino. L'anonimato è sempre un atto di omertà presupposto di ogni prepotenza che conduce al fenomeno della mafia. Non posso fare a meno di ricordare che, dato che è in costruzione il nuovo ospedale, l'Asl potrebbe fare a meno di spendere le proprie risorse in opere murarie nel vecchio ospedale che tra qualche anno rimarrà vuoto;ricordo ad esempio l'ampliamento della sala d'attesa del pronto soccorso come altre opere precedenti. Con questi soldi si poteva assumere più personale e più strumenti per abbreviare sia le ore d'attesa al pronto soccorso,che le liste d'attesa per gli accertamenti diagnostici.
Inserito il 24/01/2010

Sergio Pompei

Non ci meravigliamo è stato sempre così e speriamo che la Magistratura VOGLIA indagare sul nostro sistema sanitario corrotto dove solo chi paga può percorrere corsie preferenziali. Chi detiene il potere del denaro da sempre ha avuto la vita più facile e oramai a Prato questo potere lo detengono gli immigrati i quali ne avranno sempre di più grazie al fatto che solo a loro viene consentito di non pagare tasse e svolgere qualsiasi attività illegale con anche lo sfruttamento al lavoro di altri immigrati clandestini.
Inserito il 24/01/2010

Alessio Renzo Bernocchi

Insomma caro signor Donzella, disorganizzazione od altro, se non c'era la signora che denunciava il caso e la Lega Nord che ”strumentalizzava”per fini politici la vicenda il cittadino ne veniva a conoscenza per san mai. Poi non sono d'accordo quando prima loda la denuncia fatta dalla signora, poi la rimprovera di rimanere nell'anonimato associandola quasi all'omertà mafiosa. Per me ha fatto più che bene in questo caso ha detto il peccato e non il peccatore.
Inserito il 27/01/2010

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