Prato, 11 gennaio 2010 - «Affrontare il complesso e delicato problema dell’integrazione scolastica con il tetto del 30% è una proposta ideologica, superficiale ed inefficace, una sorta di "concessione" del PDL alle richieste xenofobe della Lega, che non aiuta la scuola. Nella Circolare n. 2 "Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana" il Ministro Gelmini esprime la preoccupazione di individuare "criteri di equa distribuzione della popolazione scolastica" in vista della massima inclusione che è fondata sulla conoscenza della lingua italiana e sulla condivisione della convivenza e della partecipazione sociale, "strumenti indispensabili per costruire un’armoniosa coesione sociale". Sulle finalità non possiamo che esprimere piena condivisione.
Da anni i Comuni e la Provincia di Prato, grazie ad un protocollo con la Regione Toscana, finanziano progetti di alfabetizzazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado per favorire l’inserimento degli stranieri nelle classi e nella didattica degli apprendimenti. E il Ministero dov’è stato? I tagli alla scuola operati con le finanziarie e con la recente riforma Gelmini, l’eliminazione delle compresenze, l’aumento degli alunni per classe non hanno certo operato facilitando i docenti nell’insegnamento.
E il tetto limite al 30% di stranieri per classe? A Prato in molte realtà scolastiche la presenza di stranieri è già oltre. Quali provvedimenti attiverà la Giunta Cenni? Un servizio di trasporto per il trasferimento "forzato" degli stranieri da una parte all’altra della città? O fuori Comune? E chi paga, visto che la circolare sollecita accordi tra Province e Comuni? E per le scuole secondarie? Si obbligano gli stranieri in eccesso a scegliere una scuola ad indirizzo diverso? Inoltre, le scuole che dovranno applicare lo spostamento degli stranieri inevitabilmente avranno, causa il calo numerico di alunni, la riduzione delle classi. O pensiamo di trasferire "forzatamente" un certo numero di italiani per compensarne la perdita?
Queste, invece, le nostre proposte. Come Partito Democratico sollecitiamo una diversa lettura delle problematiche dell’integrazione con una scuola capace di affrontare la sfida perché dotata di opportune risorse finanziarie, di adeguato tempo scuola (tempo pieno e compresenze), con classi meno numerose, con il recupero dell’organico funzionale di istituto, cioè con un numero docenti, per le realtà con forte presenza di stranieri, che comprenda, oltre alla quota assegnata in base al numero delle classi, alcuni docenti appositamente preparati per garantire l’attivazione strutturale e continua di corsi di alfabetizzazione per tutta la durata dell’anno scolastico. Ma la riforma Gelmini è andata in altra direzione! Mariagrazia Ciambellotti e Ilaria Santi, Consiglieri Comunali del Partito Democratico»
Commenti
Mauro Scarpitta
Proviamo a guardare il problema da un altro punto di vista. Dalle chiacchiere degli utopisti cattocomunisti passiamo ai dati; quanto costa al cittadino italiano il buonismo di chi vuole ad ogni costo (appunto) dare a chiunque arrivi (magari senza neanche chiedere permesso) tutti i servizi e per giunta gratis, anzi con un surplus di costi? Il conto, per difetto, è presto fatto: la percentuale di alunni stranieri applicata al costo dell'istruzione in Italia quanti miliardi di euro fa? Bene allora facciamo così: questi costi li trasformiamo in tariffa individuale e quindi chi vuole andare a scuola paga, oppure pagano le loro ambasciate. Non sta scritto da nessuna parte che gli italiani debbano farsi carico dell'istruzione degli stranieri. Non si era detto che gli italiani non volevano più fare certi lavori e bla bla bla? Non ci sono più ragazzi italiani che sono disposti ad occuparsi come geometri, ragionieri o periti? Mauro Scarpitta Consigliere comunale di Carmignano de La Destra.
Inserito il 11/01/2010
Giorgio Silli
Signore consigliere del gruppo consiliare del PD, vi esorto a consultare meglio le testate giornalistiche. Il vostro intervento, stando alle nuove di ieri sera, non ha senso.
Inserito il 11/01/2010
Luigi Alberto Galardi
Concordo con l'assessore Silli, questa volta è stata persa un'occasione per tacere.
Inserito il 12/01/2010
Sergio Toccafondi
Come sempre... solo ideologia! Signore consigliere... aprite una volta tanto gli ”occhi”. Grazie!
Inserito il 12/01/2010
Andrea Antonio Bonacchi
Il tetto del 30% sta a dimostrare che un alunno su tre potrà essere straniero. A dire un alunno su tre forse si capisce nell'immediatezza che si tratta di un ”tetto” alto, non certo discriminatorio. E che si invochi la discriminazione il razzismo laddove tale tetto sarebbe stato superato, significa voler ignorare che, senza il tetto, saremmo stati noi italiani ”stranieri a casa nostra”, determinando, allora sì, una disparità a nostro svantaggio e svantaggio dei normali percorsi e tempi della didattica. In fondo, si tratta pur sempre della scuola italiana...
Inserito il 12/01/2010
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Proviamo a guardare il problema da un altro punto di vista. Dalle chiacchiere degli utopisti cattocomunisti passiamo ai dati; quanto costa al cittadino italiano il buonismo di chi vuole ad ogni costo (appunto) dare a chiunque arrivi (magari senza neanche chiedere permesso) tutti i servizi e per giunta gratis, anzi con un surplus di costi?Il conto, per difetto, è presto fatto: la percentuale di alunni stranieri applicata al costo dell'istruzione in Italia quanti miliardi di euro fa? Bene allora facciamo così: questi costi li trasformiamo in tariffa individuale e quindi chi vuole andare a scuola paga, oppure pagano le loro ambasciate. Non sta scritto da nessuna parte che gli italiani debbano farsi carico dell'istruzione degli stranieri. Non si era detto che gli italiani non volevano più fare certi lavori e bla bla bla? Non ci sono più ragazzi italiani che sono disposti ad occuparsi come geometri, ragionieri o periti? Mauro Scarpitta Consigliere comunale di Carmignano de La Destra.