Prato, 12 febbraio 2010 - I presidenti di Cna e Confartigianato, Anselmo Potenza e Luca Giusti, tracciano un bilancio rigoroso sulle troppe risposte non date dalla politica pratese e nazionale alla situazione sempre più critica in cui versa il distretto. Più positivo invece il loro giudizio sulle risposte avute alle loro richieste alla Regione Toscana.
Intanto, chiariscono i due presidenti «molti continuano a fare confusione fra gli interventi per le imprese, gli interventi a favore dei lavoratori e gli interventi a sostegno delle famiglie dei terzisti messi in disgrazia dalla crisi e da una politica quantomeno miope e incapace di tanti committenti che molto spesso, ricorrendo ai fallimenti pilotati, ha smascherato una cultura della furbizia e della scorrettezza ai margini della illegalità».
Potenza e Giusti danno atto al Governo nazionale «di aver investito risorse nelle politiche di sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti e insomma, almeno su questo, l’unità dell’impegno delle Associazioni Imprenditoriali come le nostre e dei sindacati dei lavoratori hanno visto confermare gli strumenti di cassa integrazione che già avevamo ottenuto dai precedenti governi Berlusconi e Prodi».
«Sul fronte delle imprese – proseguono i due Presidenti - sapevamo che la crisi avrebbe cambiato gli assetti e l’organizzazione dell’economia, soprattutto a Prato. Lo abbiamo detto fin dal primo giorno. Per questo avevamo chiesto aiuti per rafforzare le imprese attraverso acquisizioni, accorpamenti, fusioni e dobbiamo dire che la Regione ha saputo dare delle risposte attraverso finanziamenti e bandi e proprio in questi giorni stiamo trattando una buona proposta per la ristrutturazione delle nostre imprese con Regione e Fiditoscana».
«Non solo. Accanto a questi strumenti, tramite Fiditoscana e il nostro Artigiancredito toscano, altri fondi regionali per dare fiato e finanza alle imprese li abbiamo ottenuti tant’è che il lungo lavoro di concertazione di Cna e Confartigianato con la Regione ha messo sul piatto finanziamenti per facilitare l’accesso al credito, accordi con istituti bancari e fondi necessari allo sviluppo della capacità produttiva».
Detto questo però, arrivano le dolenti note. E i presidenti alzano la voce: «Tutto il lavoro fatto a livello territoriale sta dando risultati incoraggianti, ma non è sufficiente e non può bastare. In questa guerra contro la crisi le uniche risposte che mancano sono quelle annunciate dal Governo, che continua a dimostrarsi il vero latitante; il grande assente».
Due questioni su tutto: «Dove sono finite le promesse ascoltate più di due mesi fa in occasione dell’incontro romano con il senatore Pasquale Viespoli che aveva garantito un impegno forte per trovare risorse e aiuti in grado di favorire l’uscita morbida di imprenditori e contoterzisti ormai allo stremo? Il Governo si è scordato che il riequilibrio produttivo passa anche dalla necessità di governare le dismissioni e dalla capacità di garantire un sostegno concreto a quasi 1.500 piccoli e medi imprenditori che stanno vivendo un dramma sociale, oltre che economico?».
E ancora, si chiedono i presidenti «che fine ha fatto la delibera con cui il Governo deve inserire Prato tra i distretti in crisi industriale come previsto dalla Legge 99? Anche qui abbiamo ascoltato annunci e promesse, ma non si sono visti atti concreti». «Eppure - concludono Potenza e Giusti -, con la Regione abbiamo già costruito un accordo di programma specifico per l’area pratese che riverserebbe sulle aziende i benefici previsti proprio dalla Legge 99. Con questi chiar di luna Prato ha esaurito le scorte di pazienza: il Governo non può continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità e non può ignorare l’onere di tener fede agli impegni presi con questa città».
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