Prato, 8 febbraio 2010 - Anche quest’anno il Comune celebra il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 al fine di conservare e rinnovare la memoria degli italiani e di tutte le vittime delle foibe. Mercoledì 10 febbraio è prevista una messa di suffragio per le vittime, alle 9.30 in Duomo, a cui parteciperanno il presidente del consiglio comunale, Maurizio Bettazzi, e l’assessore alla Cultura, Anna Beltrame.
Dopo la cerimonia, la delegazione si recherà in via Martiri delle Foibe per deporre fiori alla targa che commemora quei massacri. Sono significative le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, pronunciate il 10 febbraio 2007: «Va ricordato l'imperdonabile orrore contro l'umanità costituito dalle foibe e va ricordata la congiura del silenzio. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell'aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica».
Sono migliaia le vittime delle foibe, uomini uccisi e scomparsi nelle cavità carsiche della Venezia Giulia e dell’Istria fra il 1943 e il 1947, nelle fasi drammatiche e complesse che accompagnarono la fine della seconda guerra mondiale e l’affermarsi del regime di Tito nell’ex Jugoslavia.
«Per troppi anni – commenta Maurizio Bettazzi -, non si è voluto parlare delle migliaia di vittime delle foibe, in alcuni casi antifascisti e oppositori del nascente regime comunista, colpevoli prima di tutto di essere italiani. E’ doveroso da parte dell’amministrazione comunale ricordare quei morti e contribuire ad accrescere nei cittadini la consapevolezza di questo dramma».
Aggiunge l’assessore Anna Beltrame: «Sono nata a Udine, a pochi chilometri dalle foibe, nel 1966, ma a scuola non mi insegnarono quasi nulla di quanto era accaduto. Per fortuna i tempi sono cambiati ed è possibile guardare la realtà di quei tragici fatti senza il pregiudizio delle ideologie che troppo a lungo ci hanno impedito di vedere, capire, ricordare».
Per saperne di più su questa pagina tragica della nostra storia l’assessorato alla Cultura e la direzione della Lazzerini hanno organizzato per Venerdì prossimo, 12 febbraio, un incontro con Fulvio Salimbeni, docente dell’università di Udine: Foibe ed esodo, il risvolto adriatico di una tragedia europea. L’appuntamento è nella sala conferenze della nuova biblioteca, alle ore 21.
Commenti
Paolo Danti
Ne ho sempre sentito parlare, ma quasi sempre di nascosto, perché non dovevamo sapere la verità di quella tragedia. GUAI, a dir male dei compagni titini. Poi, per caso, girando per le librerie, trovai un libro scritto da Arrigo Petacco, intitolato L'ESODO (Ed.Mondadori 1999). E capii le brutalità che dovettero subire gli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia. Un passaggio dice: ”Nel 1945 io e Hardelj fummo mandati da Tito in Istria. Era nostro compito indurre tutti gli italiani ad andare via con pressioni di ogni tipo. E così fu fatto”. Milovan Gilas.
Inserito il 08/02/2010
Sergio Castignani
Sabato 6 febbraio 2010 alle ore 16 A Prato si è svolta una commemorazione dei martiri delle foibe,con la partecipazione di un centinaio di persone, è una vergogna che nessun organo di informazione se ne sia occupato.
Inserito il 08/02/2010
Roberto Sanesi
La sinistra si guarda bene dal rammentare questo triste momento. Hanno la memoria corta e si ricordano solo del fascismo(a ragione),ma mai delle foibe e dei campi di concentramento russi (che chiamavano campi di lavoro e dove sono morti non si sa quanti).
Inserito il 10/02/2010
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Paolo Danti
Ne ho sempre sentito parlare, ma quasi sempre di nascosto, perché non dovevamo sapere la verità di quella tragedia. GUAI, a dir male dei compagni titini. Poi, per caso, girando per le librerie, trovai un libro scritto da Arrigo Petacco, intitolato L'ESODO (Ed.Mondadori 1999). E capii le brutalità che dovettero subire gli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia. Un passaggio dice: ”Nel 1945 io e Hardelj fummo mandati da Tito in Istria. Era nostro compito indurre tutti gli italiani ad andare via con pressioni di ogni tipo. E così fu fatto”. Milovan Gilas.