Prato, 23 febbraio 2010 - «Serve chiarezza sulle risorse per gli ammortizzatori sociali. E' necessario pensare ai 5 mila lavoratori senza alcuna protezione e agli artigiani che sono costretti a chiudere». Questo in pratica il messaggio cordiale e determinato che il presidente della Provincia, Lamberto Gestri, ha inviato oggi - a mezzo lettera - al sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli, e all'assessore regionale al Lavoro Gianfranco Simoncini invitando entrambi a Prato, «possibilmente in tempi brevi», per partecipare a un incontro del tavolo di distretto.
Due i problemi urgenti, secondo Gestri, da affrontare con sottosegretario e assessore regionale: fare chiarezza una volta per tutte sulle risorse destinate agli ammortizzatori sociali, definendo interventi per quei lavoratori, circa cinquemila, che a questo punto – dopo aver usufruito della mobilità e non aver trovato un nuovo lavoro - sono privi di ogni tipo di protezione e, in secondo luogo, affrontare la situazione pesantissima di centinaia di artigiani che vanno sostenuti e accompagnati nella chiusura delle loro attività, prevedendo anche "incentivi alla rottamazione" sul modello già adottato per gli esercizi commerciali.
«Non ho bisogno di spiegare di nuovo le difficoltà in cui si dibatte il distretto tessile pratese. Sapete benissimo, anche attraverso l'incontro svoltosi al ministero del Lavoro il primo dicembre scorso, che la lunga crisi che ha colpito la nostra area produttiva continua a provocare una situazione pesantissima per migliaia di lavoratori e centinaia di imprese, a partire da quelle artigiane. In questo contesto gravissimo - prosegue Gestri - ritengo necessario, nell'interesse di tutti, definire un chiarimento circa le risorse che Governo e Regione mettono a disposizione per garantire la copertura degli ammortizzatori sociali e in particolare l'attivazione di interventi di disoccupazione speciale a favore di tutti quei lavoratori, circa cinquemila, che, a questo punto, avendo usufruito di tutti gli strumenti di sostegno disponibili, sono privi del lavoro e di ogni forma di protezione».
Nella lettera c'è una richiesta di attenzione forte anche per gli artigiani. «Al contempo è necessario individuare un percorso di sostegno per gli imprenditori artigiani che la crisi economica costringe alla cessazione dell'attività, sulla scia di altri provvedimenti di questo genere che hanno interessato il settore del commercio – afferma il presidente - La richiesta è stata sollevata più volte dalle associazioni artigiane, anche nel corso dell'incontro svoltosi al ministero nel dicembre scorso. Le amministrazioni, a tutti i livelli, devono fare la loro parte e remare tutte insieme per raggiungere il medesimo obiettivo condiviso. Non troverebbero giustificazioni percorsi diversi. Credo che a questo punto Governo, Regione e amministratori locali, con le forze economiche e i sindacati, devono dare un segnale forte e definitivo di risposta alle giuste esigenze di tanti lavoratori e artigiani».
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