La consulenza del lavoro è attività riservata ai professionisti, anche negli Enti Locali.

Prato, 22 febbraio 2010 - La gestione del personale, anche negli Enti Locali, è riservata ai Consulenti del Lavoro ed ai professionisti autorizzati ai sensi della Legge 12/79. A stabilirlo, con ordinanza motivata di rinvio, il Consiglio di Stato nella seduta del 27 gennaio scorso in risposta al ricorso presentato dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro circa un bando di gara, effettuato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) circa la gestione del personale e dei relativi cedolini paga.
 
Nel bando, infatti, l’Autorità Garante si rivolgeva esclusivamente alle imprese, nonostante l’incarico da effettuare fosse di natura professionale e , per tale, riservato a categorie professionali. Dopo la sospensione del Tar, quindi, il Consiglio di Stato ha accolto le motivazioni del ricorso presentato dai legali dei Consulenti del Lavoro rinviando, quindi, l’esame della questione a nuova udienza.
 
Ciò che emerge, chiaramente, è che nella sostanza la materia della gestione del personale è riservata ai professionisti e non può, di conseguenza, essere appaltata a soggetti imprenditoriali. I fatti, in particolare, risalgono allo scorso mese di ottobre quando l’Autorità Garante, per i servizi di elaborazione paghe del proprio personale (circa trecento unità), si rivolse esclusivamente alle imprese dimenticando che la consulenza del lavoro è attività riservata ai professionisti e, quindi, non proponibile alle imprese.
 
Per l’Antitrust, invece, il bando ad evidenza pubblica non poteva essere riservatario, nonostante sia un’attività prevista per legge, ed i professionisti non avrebbero potuto parteciparvi perché non iscritti ad alcuna Camera di Commercio, uno dei requisiti dell’essere imprenditore. Il Tar del Lazio, prima, ed il Consiglio di Stato, poi, ribaltano l’intento di liberalizzazione del mercato da parte dell’Antitrust stabilendo che l’attività di consulenza del lavoro, oggetto principale del bando di gara, è un’attività professionale rinviando, di fatto, all’udienza di merito il dibattimento dell’intera querelle.
 
«Siamo molto soddisfatti – sottolinea Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro- per questo pronunciamento, perchè la lotta contro l'abusivismo professionale è una delle linee direttrici dell'attività del Consiglio Nazionale dell'Ordine Una battaglia necessaria per dare ai datori di lavoro e ai lavoratori la certezza di potersi avvalere di professionisti in grado di assisterli al meglio nella tutela dei propri diritti e nel rispetto dei propri doveri».  


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