«Opportuna una maggiore collaborazione delle autorità cinesi per il riconoscimento e il rimpatrio dei clandestini»

Prato, 5 febbraio 2010 - «I controlli effettuati dal gruppo interforze nelle aziende condotte da cittadini di nazionalità cinopopolare sul nostro territorio denotano un'illegalità diffusa e uno scarso rispetto delle leggi e delle normative italiane» afferma il sindaco Roberto Cenni (foto) in relazione alle dichiarazioni rilasciate dall'Ambascitore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Sun Yuxi». E prosegue: «Riscontriamo infatti che tali attività economiche si svolgono spesso in promiscuità con la residenza, in ambienti malsani, privi di qualsiasi normale condizione igienico-sanitaria, in presenza di pericolose bombole di gas, in violazione di qualsiasi rispetto delle norme di sicurezza».
 
«I controlli evidenziano lavoratori in stato di schiavitù, molti dei quali clandestini. Per questi ultimi è sempre molto complesso procedere al riconoscimento e alla conseguente espulsione dal nostro territorio proprio a causa della scarsa collaborazione da parte delle Istituzioni cinesi. Auspichiamo pertanto che l'Ambasciatore possa prendere atto della grave situazione creata dalla sua comunità a Prato, della quale fanno le spese anche e soprattutto quei suoi connazionali ridotti in stato di schiavitù e sulla cui pelle si arricchiscono illecitamente imprenditori cinesi senza scrupoli. Di qui anche l'augurio che possa aprirsi una maggiore collaborazione dei suoi uffici per il riconoscimento e il rimpatrio dei clandestini. Peraltro, in merito alla tipologia dei controlli messi in atto ieri dal gruppo interforze, non mi risulta che ci sia stato l'ausilio né di cani né di elicotteri».


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