Voucher, il primo report sull'efficienza occupazionale nei sei mesi dopo la formazione.

Prato, 13 febbraio 2010 - Supera il 40% la percentuale di coloro che, dopo aver perso il lavoro, sono riusciti a trovare una nuova occupazione grazie all'utilizzo dei voucher finanziati dalla Provincia. E' il dato confortante che emerge dal primo report del servizio Lavoro e Formazione dell'ente, che ha monitorato 195 utenti fra le 1.200 persone che ad oggi hanno fatto domanda per i voucher. Il monitoraggio, che ha coinvolto persone che hanno concluso la formazione da almeno 6 mesi, registra che 83 utenti su 195 (cioè il 43%) risultano occupati alla data del 25 gennaio 2010.
 
Dei 112 utenti che invece risultano senza occupazione, 50 (il 45%), hanno comunque lavorato successivamente alla conclusione del percorso, mentre sono 62 (il 55%) quelli che non hanno ancora trovato alcun impiego. In ultima analisi 133 beneficiari di voucher su 195 (che sono ben il 68%) ha comunque lavorato dopo la conclusione del percorso formativo.
 
Si tratta di risultati incoraggianti che rafforzano la strategia inaugurata dalla Provincia all'inizio del 2008 e sulla quale in due anni sono stati impegnati circa 2 milioni di euro (con 5 avvisi via via rifinanziati). Se ne è parlato questa mattina a palazzo Vestri in un seminario dal titolo L'esperienza dei voucher rivolto in particolare alle agenzie formative a cui hanno partecipato la vice presidente della Provincia, il direttore del Centro per l'impiego Michele del Campo, la dirigente provinciale Franca Ferrara e Giovanni Pini e Simone Cappelli del Servizio Lavoro.
 
L'obiettivo dell'assessore al Lavoro e alla Formazione della Provincia è puntare sulla riconversione e la ricollocazione dei lavoratori disoccupati, con particolare riferimento a quelli colpiti da situazioni di crisi industriale con conseguente collocamento in mobilità o in cigs. Le 1.200 richieste avute, che hanno permesso di finanziare circa mille percorsi, dimostrano il grande apprezzamento da parte dell’utenza e anche una risposta significativa delle agenzie formative.
 
Nei prossimi mesi la misura verrà rifinanziata ancora, ma la vice presidente ha già in progettazione un bando nuovo, che tenga conto delle esigenze attuali del distretto. Una delle novità sarà la possibilità di compiere il percorso formativo a moduli, così chi trova lavoro può adattare la propria formazione. Negli ultimi 4 mesi le richieste per i voucher sono aumentate, ne arrivano fino a 4-5 al giorno, ci sono più stranieri rispetto al passato (ormai oltre il 10% delle domande) ed anche il tipo di percorsi formativi si va modificando.
 
Per esempio nell'assistenza di base, uno dei corsi più frequentati tradizionalmente da donne soprattutto straniere, per la prima volta ci sono uomini italiani (26 domande su 147), mentre in quello di addetto alla gastronomia e macellazione le donne hanno superato gli uomini (18 su 34). Altra curiosità il corso per saldatore, richiesto ormai solo da immigrati magrebini.
 
Il report si basa sull'analisi della situazione occupazionale di 195 beneficiari del voucher, per circa 2/3 donne e quasi esclusivamente italiani, realizzata grazie al sistema informativo del lavoro IDOL, che ha monitorato la situazione al 25 gennaio 2010. In quel 43% degli occupati che risulta dal monitoraggio la tipologia dei rapporti di lavoro registra una sostanziale parità tra tempi determinati (52%) e tempi indeterminati (48%), cosa che denota una qualità complessivamente soddisfacente dell’occupazione creata dopo la partecipazione alle attività formative.
 
Bisogna tenere presente infatti che chi utilizza i voucher è quasi sempre iscritto alle liste di mobilità e viene quindi assunto a tempo determinato a causa delle norme che regolano questo istituto e dei benefici ad esso collegati. In 135 casi è stato anche possibile testare la coerenza fra percorso formativo e occupazione, che è evidente nel 65% di questi corsi, il restante 35% ha trovato per lo più un lavoro simile a quello perduto. Se si valuta l'efficacia i corsi di addetto all’assistenza di base registrano performance occupazionali di tutto rilievo: l’83% dei partecipanti ha trovato un lavoro a seguito della partecipazione al corso, il 15% sta lavorando già a tempo indeterminato, il 58% è comunque attualmente occupato.
 
Valutazioni positive anche per alcuni percorsi a carattere professionalizzante e con un forte accento sulla riconversione e la riqualificazione di persone licenziate o in cassa integrazione. Il corso passamaneria ad esempio, che mirava a riconvertire in una nicchia del comparto tessile maestranze espulse da lavorazioni più tradizionali, segnala 8 corsisti occupati su 11. Il corso di magazziniere 9 occupati su 11, così come l'addetto alla lavorazione carni (7 occupati su 9) e il cosiddetto pluriqualifiche, finalizzato a trasferire competenze pratiche immediatamente spendibili sul lavoro (7 occupati su 8). Nel complesso i percorsi a carattere professionalizzante (39 utenti in tutto che cominciano ad essere un campione interessante) registrano un tasso di occupabilità medio del 79%.
 
I percorsi individuali di formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale per lavoratori coinvolti da processi di crisi funzionano attraverso avvisi pubblici. Dal maggio 2008 all'ottobre 2009 ne sono stati pubblicati 5 e adesso i voucher sono anche un elemento portante del pacchetto lavoro della Provincia. Nel biennio sono arrivate 1.200 richieste per voucher, di queste circa due terzi sono donne, il 90% dei richiedenti è italiano, il 30% in mobilità, uno su cinque in cassa Integrazione.
 
I settori di intervento dei corsi registrano una consistente domanda di formazione per i servizi alla persona (assistenza di base e assistenza domiciliare), il commercio e la ristorazione (addetti alla gastronomia, alla macellazione delle carni e alla produzione di pane, pizza e pasticceria), l'informatica, le lingue straniere (specializzazione nel commercio estero) e l'amministrazione (controllo di gestione). Ci sono poi altri profili che si riferiscono all'industria, come saldatore e infissista, ma anche fotografo, restauratore di mobili, operatore di musei e addetto al giardinaggio.
 
Circa un terzo delle domande riguarda corsi di qualifica per addetto all'assistenza di base, che evidentemente hanno ancora elevata aspettativa occupazionale. Le attività sono estremanente differenziate anche rispetto alla durata, da poche ore fino a otto/dieci mesi di attività formativa, e anche i costi sono variabili, da un minimo di 400 euro a un massimo di tremila.


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