A Calenzano c'è un farmacista «lirico» ...

Calenzano, 2 marzo 2010 - Il dottor Ferruccio Balducci ha 38 anni, marito, padre di tre figli e come nella migliore tradizione ha seguito le orme di padre e nonno nel mondo della farmacia che da quasi cent'anni appartiene alla sua famiglia. La sua vera passione nasce però molto prima dell'università e delle aspirine, quando era ancora bambino e certamente non pensava ad un futuro col camice bianco.
 
Una passione viscerale, che da piccoli può nascere col calcio, con i motori o comunque spesso con qualcosa di attinente allo sport. In questo caso invece è stata l'opera lirica a toccarlo nel profondo. Avvantaggiato certamente da un certo tipo di ascolto musicale inculcatogli dai genitori, il bambino futuro dottore non si limitava ad ammirare le gesta canore di Pavarotti, Corelli o Domingo, ma li imitava, improvvisando canti di romanze tratti dalle opere più famose, intrattenendo parenti ed amici.
 
Pian piano,tra una Bohème e una Tosca, questa passione per il canto e per l'opera non è andata persa, anzi, è stata coltivata come un piccolo bonsai tanto che oggi, a trentotto anni, è divenuta quasi un secondo mestiere. Da anni, il dottor Balducci prende lezioni di canto, studia gli spartiti, ed è arrivato a farsi sentire da chi veramente l'opera la conosce. Anche due o tre volte a settimana, svestito il camice bianco, il nostro dottor tenore va ad esercitarsi e talvolta si esibisce e recita non solo in brani di qualche minuto ma in vere e proprie opere intere.
 
Questo è quanto successo sabato scorso alla chiesa Anglicana St.Mark di Firenze in via Maggio. Un bel successo di pubblico per questa rassegna lirica che viene proposta quasi ogni settimana per artisti novelli e intraprendenti, che vogliono cimentarsi e sperimentare la propria capacità. Sabato il dottor Balducci si è calato nella parte di Alfredo e dei suoi bollenti spiriti, protagonista maschile de La Traviata di Giuseppe Verdi. Voce squillante e tanti consensi, compreso quello dello stesso direttore della rassegna.
 
Un sogno che anche se in piccolo per ora, è divenuto realtà. Poi vedremo. Spesso con tono scherzoso e provocatorio si immagina al teatro comunale di Firenze, e quello, dice lui, sarà il giorno in cui potrà abbandonare definitivamente tachipirine e lasonil e appendere il camice al chiodo. Chissà, da via Maggio al Maggio musicale la strada è lunga, ma son pur sempre nella stessa città. E' proprio il caso di definirla la primavera di una carriera.


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