Prato, 10 marzo 2010 - «Sono rimasto sconcertato da quanto riportato dagli organi d’informazione su quel sanitario del servizio di guardia medica a Vaiano, accusato di avere staccato il telefono per non esser disturbato e poter dormire durante le ore di servizio. C’è però un altro particolare al quale pochi hanno fatto caso: la dottoressa in questione riferisce che si doveva sobbarcare turni domenicali di guardia medica di ventiquattr’ore. Nessuno può essere in grado di stare in piedi ininterrottamente per ventiquattr’ore, se qualcuno ci riesce, perde la lucidità mentale cosa non auspicabile da parte di chi ha in mano la vita delle persone.
Questo non vuole essere affatto una giustificazione per l’operato di quel medico, qualora le accuse risultassero fondate. Ho però da rilevare che nessuno è andato a cercare il responsabile di questa anomala distribuzione dei turni del servizio di guardia medica e farsi fornire adeguate spiegazioni. Tutti dobbiamo sapere che quando purtroppo si verifica un evento di malasanità, oltre alle responsabilità degli operatori direttamente coinvolti, ci sono alla base carenze e negligenze organizzative.
Un altro esempio: dopo tanti anni di segnalazioni (anche in Consiglio Comunale) solo ora la direzione del nostro ospedale ha disposto la presenza di un anestesista fisso per l’ostetricia. Il sottoscritto ha lavorato costantemente nell’incubo di un’urgenza estrema da richiedere un intervento entro pochi minuti e di non trovare la disponibilità dell’anestesista, in quanto in tutto l’ospedale era in servizio un solo anestesista di guardia per tre sale operatorie ed un altro reperibile a casa. In questi casi è solo la collettività ad essere in pericolo, ma pochi ci fanno mente locale. Aurelio Donzella».
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