Milano 5, marzo 2010 - La mostra, organizzata dalla Biblioteca di via Senato e in collaborazione col Comune di Prato, intende ripercorrere la vita avventurosa e sorprendentemente ricca quanto breve dello scrittore pratese attraverso l’esposizione di parte dei documenti conservati nel suo archivio. Vero intellettuale di intervento, Malaparte visse intensamente, conoscendo straordinari successi e clamorosi insuccessi, incontrò gente potente e famosa ma seppe ascoltare anche le persone più umili, suscitando sempre nei suoi contemporanei sentimenti forti di ammirazione o di invidia, mai di indifferenza.
Per la prima volta il pubblico può avere accesso ai documenti che lo scrittore ha raccolto e conservato durante la sua vita rocambolesca, interessante, mai banale. I trecento documenti esposti testimoniano puntualmente il percorso dello scrittore, dai primi componimenti poetici dedicati alla madre alle moltissime opere lasciate incompiute e inedite, dalle fotografie di fotografi famosi a quelle scattate con inattesa maestria da lui stesso, dalle lettere di vari personaggi famosi - uomini politici e di cultura di tutto il mondo - ai biglietti ricevuti da tanti suoi lettori comuni che videro in lui una figura di riferimento.
Tra questi documenti si possono ricordare alcuni manoscritti tra cui quello inedito di Viaggio in inferno, racconto scampato alle perquisizioni poliziesche in casa dell’amico Piero Gobetti; i taccuini completamente inediti che sono alla base dei racconti di Kaputt, che gettano luce su vicende ancora controverse; alcuni soggetti teatrali o cinematografici mai rappresentati come Lotta con l’angelo e la Mano dell’uomo.
E poi ancora, le pagine originali di un libro intenso e premonitore che uscirà postumo a cura di Enrico Falqui, Mamma marcia, che se Malaparte avesse finito avrebbe potuto avere lo stesso successo dei suoi libri maggiori, Kaputt e La pelle (di quest’ultimo sono esposte anche le varie stesure precedenti, con titoli diversi, e il decreto del Sant’Uffizio che lo mette all’Indice); le lettere di intellettuali come Piero Gobetti, Giuseppe Prezzolini, Elio Vittorini, Alberto Moravia, Ezra Pound, Tommaso Landolfi, Libero De Libero, Giancarlo Vigorelli, Oreste Macrì; le corrispondenze con Augusto Turati, segretario del Partito fascista, illuminanti per gli anni di direzione alla Stampa.
E tanti altri documenti come i documenti personali – tessere politiche, lasciapassare, ecc. – che possono finalmente contribuire a svelare alcuni aspetti poco conosciuti dei suoi viaggi; la lettera dell’architetto torinese Aldo Morbelli, che chiarisce definitivamente la paternità del progetto della casa di Capri; le lettere del fedele amico Aldo Borelli che sempre lo aiutò, facendolo collaborare al Corriere della Sera anche quando era al confino; le lettere di Giorgio Napolitano che con lui voleva organizzare non solo politicamente ma anche culturalmente la gioventù di Napoli; i documenti relativi alla prima guerra mondiale, dal libretto di servizio alle concessioni di onorificenze prestigiose; l’assegnazione al confino della Questura di Roma.
Vale la pena sottolineare che questi documenti sono una minima parte di quello che l’Archivio nella sua interezza offre – con lettere di migliaia di personaggi, manoscritti e dattiloscritti, soprattutto inediti –, e che la mostra è il primo passo perché la complessa figura di Curzio Malaparte, intellettuale poliedrico che riuscì a essere scrittore, giornalista, inviato speciale, architetto, fotografo, regista cinematografico e teatrale, possa essere compresa in tutta la sua genialità.
Sedi espositive: Dal 2 marzo al 26 settembre 2010 presso la Fondazione Biblioteca di via Senato (via Senato 14, Milano), da martedì a domenica con orario continuato (ore 10-18). Chiuso lunedì. Ingresso libero - Da ottobre 2010 a gennaio 2011 presso il Museo del Tessuto (via Santa Chiara 24, Prato).
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