Prato, 8 marzo 2010 - Grazie alla segnalazione di una signora, un medico, che svolgeva la sua attività presso una Guardia Medica - sembra si tratti di una dottoressa in forza presso una postazione della Val di Bisenzio - è stato denunciato per truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio e, con molta probabilità, andrà in contro ad ulteriori sanzioni da parte dell'Amministrazione dalla quale dipende.
La signora, che aveva necessità di mettersi in contatto con la Guardia Medica, dopo aver più volte trovato occupato, ha pensato bene di fare presente il fatto al 112. L’operatore, una volta verificato che le lamentele della signora erano fondate, ha inviato sul luogo un’autoradio. Sulla porta d’ingresso i carabinieri hanno trovato appeso un cartello con scritto "sono fuori per visita urgente", ma, visto che dal 118 non risultava alcuna chiamata di emergenza in quella fascia oraria e che il numero continuava ad essere occupato, i militari hanno deciso di entrare per capire cosa effettivamente stesse accadendo.
Bene, sicuramente non si trattava di una emergenza: il medico infatti dopo aver alzato la cornetta del telefono in modo che risultasse occupato, si era messo a dormire!
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Usl 4 Prato
In relazione al grave episodio accaduto ieri notte inerente l’interruzione di pubblico servizio da parte di un medico di guardia medica con rapporto di lavoro convenzionale con l’Azienda USL 4 di Prato, Il direttore generale dell’Azienda Sanitaria, Bruno Cravedi, questa mattina ha preso atto del verbale del Comando dei Carabinieri di Prato dal quale risulta che il medico in questione anziché svolgere la propria attività, oltre ad aver staccato il telefono di servizio, si era reso irreperibile appendendo una comunicazione sulla porta di ingresso dell’ambulatorio con l’indicazione di trovarsi fuori per visita urgente. «Nello stigmatizzare la gravità del fatto - precisa Cravedi – saranno presi provvedimenti con il massimo rigore perché non ci può essere alcuna tolleranza davanti al mancato funzionamento di un servizio di assistenza e urgenza quale quello della continuità assistenziale. Ciò determina una grave mancanza di rispetto verso i cittadini, un danno per l’intera comunità e discredito per l’Azienda Sanitaria». Appena a conoscenza del fatto sono state assunte immediatamente tutte le informazioni relative all’interruzione del servizio, che possono configurare anche ipotesi di reato. Si è proceduto ad inoltrare come stabilito dal Contratto convenzionale, la contestazione al medico, alla quale lo stesso dovrà fornire specifiche controdeduzioni, che costituisce il primo atto della procedura disciplinare prevista dal Contratto di categoria attraverso il Collegio Arbitrale Regionale, per l’adozione delle misure sanzionatorie conseguenti che possono portare anche alla risoluzione del Contratto di lavoro. Infine si provvederà ad inoltrare la documentazione relativa alla Procura della Repubblica per quanto di competenza, e a far valere nelle sedi opportune di giustizia civile o contabile, tutte le azioni possibili a tutela sia dei diritti dei cittadini, che di tutti i lavoratori dell’Azienda Sanitaria, che ogni giorno svolgono il proprio dovere con professionalità e sacrificio, tutto ciò anche a tutela dell’immagine aziendale.
Inserito il 08/03/2010
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Usl 4 Prato
In relazione al grave episodio accaduto ieri notte inerente l’interruzione di pubblico servizio da parte di un medico di guardia medica con rapporto di lavoro convenzionale con l’Azienda USL 4 di Prato, Il direttore generale dell’Azienda Sanitaria, Bruno Cravedi, questa mattina ha preso atto del verbale del Comando dei Carabinieri di Prato dal quale risulta che il medico in questione anziché svolgere la propria attività, oltre ad aver staccato il telefono di servizio, si era reso irreperibile appendendo una comunicazione sulla porta di ingresso dell’ambulatorio con l’indicazione di trovarsi fuori per visita urgente.«Nello stigmatizzare la gravità del fatto - precisa Cravedi – saranno presi provvedimenti con il massimo rigore perché non ci può essere alcuna tolleranza davanti al mancato funzionamento di un servizio di assistenza e urgenza quale quello della continuità assistenziale. Ciò determina una grave mancanza di rispetto verso i cittadini, un danno per l’intera comunità e discredito per l’Azienda Sanitaria».
Appena a conoscenza del fatto sono state assunte immediatamente tutte le informazioni relative all’interruzione del servizio, che possono configurare anche ipotesi di reato.
Si è proceduto ad inoltrare come stabilito dal Contratto convenzionale, la contestazione al medico, alla quale lo stesso dovrà fornire specifiche controdeduzioni, che costituisce il primo atto della procedura disciplinare prevista dal Contratto di categoria attraverso il Collegio Arbitrale Regionale, per l’adozione delle misure sanzionatorie conseguenti che possono portare anche alla risoluzione del Contratto di lavoro. Infine si provvederà ad inoltrare la documentazione relativa alla Procura della Repubblica per quanto di competenza, e a far valere nelle sedi opportune di giustizia civile o contabile, tutte le azioni possibili a tutela sia dei diritti dei cittadini, che di tutti i lavoratori dell’Azienda Sanitaria, che ogni giorno svolgono il proprio dovere con professionalità e sacrificio, tutto ciò anche a tutela dell’immagine aziendale.