Udc: Presentati i candidati di Prato alle Elezioni Regionali

Prato, 7 marzo 2010 - La politica dello scontro, la demonizzazione degli avversari non fa parte delle proposte e delle aspirazioni di questo partito. Non vogliamo essere i censori tra una parte buona ed una parte cattiva. Vogliamo confrontarsi con tutti e scegliere percorsi in base alla loro validità e non per lo schieramento da cui provengono. Tanti elettori hanno capito questo segnale lo scorso anno e ci hanno premiato.
 
L’ambizione che abbiamo è grande: quella di essere cerniera tra schieramenti diversi e di crescere a livello regionale e nazionale per portare nelle assemblee elettive una politica chiara coerente e moderata. In Toscana i problemi legati alla disoccupazione, alla scarsa sicurezza, alla carenza di infrastrutture rendono facili gli slogan di contrapposizione, ed in particolare il problema di una immigrazione troppo rapida esalta le paure su cui diventa sempre più forte la vuota spavalderia leghista.
 
 
Dobbiamo però non farci trascinare nell’inganno ed essere consapevoli che governare i problemi sia cosa diversa dall’enunciarli, e che proporre soluzioni credibili sia compito di chi si candida ad amministrare. La sinistra governa questa regione da sempre, e rappresenta un potere così articolato da sembrare inattaccabile. Siamo alternativi a questo sistema di potere.
 
Dobbiamo però prendere atto che questo sistema di potere del Pd toscano ha trovato alcune intese con Pdl, che hanno portato come risultato una legge elettorale senza preferenze, con liste bloccate, e ripartizione delle rappresentanze territoriali delle provincie penalizzate per il venir meno della ripartizione in percentuale. E’ sotto gli occhi di tutti che le provincie più piccole come la nostra di fatto sono penalizzate.
 
La voglia di bipartitismo a tutti i costi che il Pdl ha dimostrato si è dimostrata anche in Toscana fallimentare, mettendo in evidenza l’incapacità del Pdl a vincere in Toscana. Questa voglia di egemonia solitaria, di cui anche in questi giorni si ha la riprova per talune scelte, ha indubbiamente relegato anche l’Udc in una posizione di isolamento.
 
A Prato abbiamo dimostrato che con un candidato scelto insieme di valore si può vincere, e senza la voglia di bipolarismo l’alternativa alla sinistra in Toscana sarebbe stata possibile. E’ inevitabile d’altra parte che le scelte frontiste del Pd con l’accordo con Idv ed estrema sinistra, rendano impensabile un cambiamento sul modo di amministrare la regione, anche in un momento tanto difficile per il Paese e la Regione.
 
La sintesi è stata la scelta di proporre un candidato nostro di grande esperienza come l’on Francesco Bosi come candidato alla Presidenza della regione Toscana. Bosi rappresenta la storia del nostro partito e garantisce anche con il trascorso di amministratore di Firenze gli elettori diquella Provincia ove è concentrata una notevole fascia di elettori Toscani.La legge regionale in base ai risultati delle europee non ci promette per tutte le provincie una rappresentanza, ma il risultato dipende dall’impegno di tutte le Provincie.
 
Da un incontro con la direzione è emersa l’indicazione a scegliere tra noi a prato le due cariche rappresentative di segretario provinciale e coordinatore del movimento giovanile, nelle figure di Enrico Mencattini e di Chiara Bambagioni, e di un candidato del comune di Carmignano in rappresentanza dell’area Medicea di Poggio e Carmignano dove per altro si voterà il prossimo anno, nella figura di Vito Tarantini. Al contempo ci fa piacere che gli amici fiorentini possano annoverare nella loro lista un pratese come Lorenzo Marchi che ha sostenuto nelle recenti elezioni amministrativa Francesco Querci.


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