La Guardia di Finanza scopre fabbrica di borse false. Sequestrati mille metri di tessuto e 32mila articoli.

Prato, 30 luglio 2010 - A Signa i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Prato hanno scoperto un laboratorio per la creazione di false borse griffate, sequestrando un chilometro di tessuto Vuitton, 32mila articoli contraffatti ed una macchina punzonatrice completa di stampo per riprodurre il marchio, naturalmente falso. I tre responsabili, tutti di nazionalità cinese, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Firenze.
 
L’intervento è avvenuto a conclusione di un’articolata indagine in materia di contraffazione che ha consentito di scoprire in questa ditta la coesistenza di due attività parallele e, a modo loro, complementari: una diurna e regolare, di generica lavorazione del pellame ed una notturna e illegale, di produzione di articoli di pelletteria contraffatti.
 
Le indagini erano iniziate a Prato alcuni mesi fa, quando i Baschi Verdi della Sezione Pronto Impiego della Compagnia, avevano iniziato un’attività di intelligence per individuare nuovi canali di approvvigionamento della merce contraffatta venduta a Prato dagli ambulanti senegalesi. In breve tempo l'attività investigativa si è concentrata su un soggetto di nazionalità cinese che ricopriva un ruolo di responsabilità in un'azienda di lavorazione e produzione di articoli in pelle con sede a Signa.
 
All’interno della ditta, dietro ad un’attività regolare di produzione di articoli e accessori di pelletteria, si celava un vero e proprio laboratorio del falso: una macchina punzonatrice, completa di stampo contraffatto Louis Vuitton da apporre a secco sulla pelle, mille metri di tela monogramma LV, decine di rotoli di tela da applicare all’interno delle borse, oltre 32mila articoli falsi finiti (borse e portafogli) e da assemblare (manici, cursori, cerniere, placche e borchie metalliche), altri accessori in fase di lavorazione e scampoli di tessuto probabilmente in prova di altre griffe.
 
Una vera fabbrica del falso, dunque, all’ombra dell’attività principale che, proprio perché affine, consentiva di sfruttare la medesima forza lavoro e le medesime attrezzature per entrambi gli scopi, regolare di giorno e illegale di notte. Il cinese fermato, a parere degli inestigatori, aveva il ruolo di persona di fiducia della ditta, nonché di responsabile delle consegne della merce contraffatta ai clienti. Il titolare attualmente risulta essere all'estero. Le indagini sono ancora in corso per verificare l'esistenza di altri soggetti che potrebbero essere coinvolti nell’attività illecita.


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