Firenze, 3 settembre 2010 - «Teniamo fuori i bambini dalle polemiche politiche. La vicepresidente Targetti ritorni sui suoi passi, lasci le targhe nei magazzini della Regione. E si faccia anche un’esame di coscienza». Questo il commento del consigliere regionale del Popolo della Libertà Tommaso Villa alla decisione di Stella Targetti, vicepresidente della Giunta regionale toscana, di apporre una targa sulle pareti delle 93 classi materne "attivate grazie al finanziamento della Regione".
«Siamo di fronte ad iniziative tipiche di regimi, non certo di sistemi democratici. Che si tratti di un modo per festeggiare il Quarantennio della sinistra alla guida della Regione? - ironizza Villa -. Ci chiediamo quanto sono costate queste targhe e su quali capitoli di spesa gravano. Ma soprattutto ci chiediamo quale sia la funzione. Una domanda retorica, perché la risposta è nelle cose. L’aspetto più inquietante di questa vicenda, infatti, è il coinvolgimento dei bambini in questioni politiche che poco hanno a che fare con i percorsi educativi e formativi. ».
«Proseguendo su questa china c’è da aspettarsi una serie di lezioni di educazione civica tenute dal Presidente Rossi e dalla sua vice Targetti? Lezioni nelle quali educare i piccoli all’antiberlusconismo? Siamo di fronte a derive pericolose per il tessuto sociale della nostra regione. E che i responsabili siedano sulle poltrone più alte della Giunta toscana ci preoccupa non poco. Ci preoccupa - conclude Villa - non in quanto esponenti del PdL, ma in quanto cittadini. Le scuole sono luoghi di civile convivenza, non di divisione. La vicepresidente Targetti metta in archivio la sua malsana idea, e se proprio ama le targhe le affigga nel suo ufficio. E lasci i bambini toscani e le loro famiglie in pace».
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